Reportage
Strasburgo, luci natalizie © Monica Genovese
Strasburgo, capitale del Natale
Capitale culturale dell’Alsazia, rigogliosa regione francese, Strasburgo, cosmopolita, vivace ed elegante, si presenta, sia moderna, per le sue architetture e il rinomato edificio che ospita il Parlamento Europeo, sia tradizionale per ogni altro aspetto.
Le strade sono adorne di negozi e di winstube, tipici ristorantini alsaziani i cui profumi di formaggio, misto alla cucina locale, si diffondono nell’aria come un silenzioso, ma efficace richiamo al ristoro.
Strasburgo è una città eclettica che offre molto al viaggiatore. Prima, fra tutte le sue bellezze, l’incontrastata cattedrale di Notre-Dame. Un enorme pizzo gotico. Suggestiva e dal fascino misterioso, come una donna dal volto velato.
Questo luogo è magnetico e, nel periodo natalizio, indossa l’abito della festa, quello più colorato, più vivace e assolutamente più eccentrico. Lungo le vie principali, ma anche nelle laterali stradine, i negozi, i ristoranti, le abitazioni private si vestono di luci, festoni, pupazzi, palle natalizie. Insomma, qualsiasi cosa possa trasferire alla città il sentore festivo.
I balconi, le finestre, si addobbano con numerosi peluche bianchi a forma di orsacchiotti con nastri rossi e dorati al collo. Renne pupazzo fanno capolino da ogni angolo degli edifici. In bella mostra tanti Babbo Natale appesi ai lampioni, ai portoni delle case, fuori dalle botteghe.
Le luci urbane rischiarano la città come se fosse giorno anche nella notte più cupa. Bancarelle vendono ogni tipo di articolo, palle di Natale in vetro colorato o dalle forme bizzarre, decori di ogni sorta e tantissime cicogne in legno, in stoffa o in altro materiale.
Un po’ il simbolo di questa località. Tutto si trasforma in questo momento dell’anno perché Strasburgo vuole essere la capitale del Natale. Vanitosa, luminosa, appariscente. Sembra imbellettarsi davanti allo specchio di un’antica toilette solo per il gusto di osservarsi.
L’aria che si respira è allegra, dinamica e gioiosa. Il centro storico brulica di turisti e di curiosi. Il vociare di più lingue si confonde con lo scampanio delle campane di Notre-Dame.
Il clima freddo, le persone infagottate nei propri abiti, i volti semi coperti da ampi cappelli e i piccoli sbuffi d’aria che sfuggono dalle labbra quando si parla, tutto fa parte di questa incantevole scenografia d’autore.
Vento forte tra Lacedonia e Candela
"Vento forte tra Lacedonia e Candela-Esercizi di paesologia" di Franco Arminio - Laterza, 2008





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Un bell articolo..
Ciao Elida, grazie e buone feste.