L’aria è fredda, frizzante come champagne. Penetra sotto i vestiti, nella pelle facendomi provare un brivido veloce, ma non troppo fastidioso. Ovunque guardi, il colore predominante è il bianco. Immacolato, suggestivo, magnifico, onnipresente bianco neve.
Sono a St. Moritz, nella bella Svizzera. Ad oltre milleottocento metri di altezza. Più precisamente nella rinomata valle dell’Alta Engadina, sulla sponda sinistra del fiume Inn, nel Cantone dei Grigioni. A pochi chilometri dalla provincia di Sondrio, da Tirano, da Coira. Il trenino rosso, quello della ferrovia retica la cui linea panoramica è patrimonio Unesco, mi ha lasciata qui, a St. Moritz.
La città, nonostante sia primavera, indossa ancora il suo miglior abito invernale, quello elegante di una signora sotto la neve. I negozi, sfavillanti e costosissimi, sfilano nella via centrale, gli uni accanto agli altri. Si mostrano in tutta la loro opulenza. Firme famose che, a quanto pare, non risentono della crisi economica.
Gioielli, orologi, oggettistica i cui prezzi a cinque zero, fanno girare la testa, non per il fascino del proibito, se tale si può definire, ma perché non riesco ad associare il costo di una collana a quello di un appartamento. Ma, in fondo, St. Moritz è un mondo a parte.
E’ chic. E’ vip. E’ esagerata. E’vanitosa. E’ cosmopolita. Ma anche questo è il suo fascino.
Accantonate le ordinate vie del lusso, St. Moritz si può trasformare in una città completamente diversa. Sia d’inverno che d’estate offre mille modi per farsi apprezzare.
L’attività sportiva qui è di casa. Sci, escursioni, bob, slittino, snowboarder, parapendio, deltaplano, vela, windsurf, gommone sul lago. Qualsiasi scelta si faccia è sufficiente per realizzarla. E se gli alberghi risultano troppo onerosi, si può sempre approfittare dell’ostello, a pochi passi da un bel sentiero fitto di alberi.
Sebbene la lingua neolatina, reto-romancio engadinese di questa località conservi il suo fascino, la maggior parte della popolazione parla anche tedesco, ma farsi capire in italiano non è affatto difficile. Altra caratteristica di St. Mortiz è rappresentata dal clima. Il sole spende, mediamente, 322 giorni all’anno, ma oggi, in questa giornata di fine marzo, dispettoso, se ne sta rintanato dietro le nuvole.
Ogni tanto, filtra debolmente e raggiunge una parte del lago Inn, in questo periodo ancora ghiacciato. E’ un’intera spessa lastra di ghiaccio rivestita di neve sottile. E’ impressionante pensare che sotto c’è vita. C’è acqua. Quella stessa che, d’estate, fa divertire i bambini che osservano le papere o che permette di veleggiare in piena libertà.
Gli abitanti sono abituati al loro lago di ghiaccio, tanto che passeggiano lungo sentieri, realizzati proprio per l’Inn, direttamente sul lago. C’è chi porta a spasso il cane, chi cammina con il passeggino, chi pattina.
Insomma, il lago, d’inverno diventa l’isola che non c’è di St. Mortiz su cui muoversi. Ovviamente, ai primi caldi, alcune bandierine segnalano le zone in cui è pericoloso camminare per evitare spiacevoli bagni fuori stagione.





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Che dire?! .. tutto vero … c’ero anch’io
))
Brava Monica!!
Grazie Annalisa!