St. Andrews (Scozia), scogliera © Marisa Coluzzi
Un cielo nuvoloso e un vento che soffia un po’ più forte di una dolce brezza marina tipica delle nostre estati. Una piccola spiaggia si è fatta spazio tra le rocce per accogliere dei bambini che, a piedi nudi, aspettano l’onda mentre la risacca li attira a sé: ridono, scappano via e poi ritornano ad aspettare l’onda in un gioco che sembra non aver fine.
Sono sulla scogliera di St Andrews, all’estremità dell’East Neuk nel regno del Fife, Scozia, tra deliziosi paesini di pescatori. Appollaiata su una roccia, ammiro un paesaggio a me nuovo.
St Andrews è sede di una delle università scozzesi più antiche e prestigiose: fondata agli inizi del XV secolo, è considerata la principale rivale di Oxford e Cambridge. Immersa nel verde, ne attraverso i prati silenziosi, mentre, di tanto in tanto, fanno capolino e sfrecciano via deliziosi conigli che vivono liberi nel loro paradiso.
Quasi due chilometri mi separano dall’incantevole cittadina medievale. La meta è la bellissima spiaggia di West Sands resa famosa dal film “Momenti di gloria”.Lì a fianco, l’Old Course, il campo da golf più famoso del mondo. St Andrews è infatti la capitale mondiale di questo sport e vi ha sede il Royal & Ancient Golf Club, esclusivo circolo riservato a soli uomini.
L’Old Course, pur essendo proprio davanti a questo prestigioso club, è pubblico, ma riuscire a prenotarvi una partita è letteralmente impossibile. L’unica possibilità è partecipare a un’estrazione iscrivendosi entro le 14 del giorno precedente.
Così preferisco camminare lungo la battigia quando la bassa marea lo permette, facendo affiorare gran parte della bellissima spiaggia sabbiosa che, con il suo color ocra, si frappone al verde brillante dell’immenso prato e al blu intenso del mare.
La netta contrapposizione dei colori caratterizza anche il promontorio dove le rovine del Castello dell’Arcivescovo di St. Andrews dominano la sottostante baia “Castles sands”. Ad affascinarci, ancora una volta, è il verde intenso dell’erba smorzato dal colore tetro delle rovine che sembrano essere un tutt’uno con la roccia che scende a picco sul profondo blu delle onde che su di essa s’infrangono.
E la vista spazia su questo castello risalente in parte al tredicesimo secolo per essere distrutto e ricostruito più volte durante le guerre d’indipendenza scozzesi. E continua a spaziare sulle rovine della cattedrale che sono la testimonianza di una città che nel passato è stata capitale religiosa della Scozia.
Le guglie, che si stagliano nel cielo azzurro, sono possenti, e maestoso è quel che resta di questa costruzione a forma di croce con una parte centrale di 12 navate e di 8 nelle braccia della croce. Eretta tra il 1160 e il 1162 e consacrata attorno al 1300, già nel 1561 ne fu rimossa la copertura a cui seguì una lenta decadenza fino ad arrivare cosi come la vediamo ai giorni nostri.
Per le vie del piccolo centro: qualcuno compra un kilt e lo indossa con la camicia e cravatta, com’è usanza di questi luoghi. La pace e la tranquillità di questa affascinante cittadina si rianima dopo le 18 nei numerosi e caratteristici pub, dove in tanti si ritrovano a conclusione della giornata.
Così come molti studenti, di sera, vanno al circolo universitario. Forse a giocare a carambola, sorseggiando una pinta di “Guinness with strawberry”.
"Isole Cayman" di Tricia Hayne - FBE Edizioni/Bradt Travel Guides, 2009
"Il ragazzo che parlava col vento" di Pascal Khoo Thwe - Edizioni Piemme, 2008

In un sole accecante che non dà tregua agli occhi pieni di bellezze naturali e strutture antiche. Per rivivere la storia di un’isola e della sua gente al confine del mondo.

Seconda e ultima parte del viaggio sull’“Isola delle nebbie”, la più grande delle Ebridi interne, per scoprire l’orgoglio e la tradizioni gaeliche che qui vivono a dispetto del tempo.

Viaggio sull’“Isola delle nebbie”, la più grande delle Ebridi interne, per scoprire le bellezze incantate della Natura e l’orgoglio e le tradizioni gaeliche che qui vivono oltre i secoli.