Ogni anno a Luglio, si svolge a Pamplona, capoluogo della Navarra, la celeberrima sagra di San Firmino. Ma chi era l’uomo poi divenuto santo a cui questa festa è dedicata?
Di lui non si sa molto, e la sua biografia fonde dati storici e supposizioni. Firmino nasce a Pamplona, da nobile famiglia. I genitori Fermo ed Eugenia, pagani entrambi, si convertiranno in seguito,attraverso la benedizione del figlio.
Maggiore di numerosi fratelli, fu affidato, ancora adolescente ad un prete, che lo battezza e lo inizia al cristianesimo. Ordinato dapprima sacerdote, poi vescovo, officiò per qualche tempo nella città natale, dove, tradizione vuole, sia stato il primo episcopo.
Ma il suo fervore di divulgazione cristiana lo porterà ben presto a un nomadismo sacerdotale consacrato all’evangelizzazione di alcune regioni della Francia.
In particolare si stabilì ad Amiens. Qui, nonostante la dura opposizione dei sacerdoti pagani, che lo incarcerarono intimandogli l’abiura, continuò con la sua profonda influenza religiosa a convertire genti, soprattutto nobili.
Venne allora incarcerato definitivamente e decapitato il 25 settembre di un anno incerto, tra il 290 ed il 300. Aveva 31 anni. Protettore dei vinai, dei panettieri e dei barcaioli, le sue reliquie sparse sia in Francia che in Spagna sono oggetto di grande devozione.
E’ veneratissimo soprattutto a Pamplona, città che gli ha dato i natali, a cui è dedicata la cattedrale e di cui è Santo Patrono. E purela “feira” è per lui, autentica mescolanza tra sacro e profano che ogni anno si apre il 6 luglio con il tradizionale lancio del “chupinazo” (un razzo), per concludersi la notte del 14 luglio.
Una settimana che trasforma il capoluogo Navarro in una baldoria continua richiamando turisti da ogni angolo del globo. Tra continue processioni, funzioni religiose ed ogni sorta di libagioni, l’acme lo si raggiunge con la famigerata “encierro de toros”, la corsa dei tori che si snoda lungo la via di Santo Domingo, la Plaza del municipio, Mercaderes ed Estafeta, pericolosamente accompagnati dai corridori fino alla “Plaza de toros”.
Ed è lì che avranno svolgimento la corride. La sagra oltre ad un gran numero di estimatori, vede anche parecchi detrattori che ne denunciano la pericolosità e l’incoscienza di un gesto troppo spesso affrontato tra i fumi dell’alcool.
E per l’inutile quanto brutale maltrattamento riservato ai tori.




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