“Sofia, la città del sorriso”. Così la descrive la guida del Touring Club Italia. E in effetti, al di là dell’aspetto austero che a prima vista caratterizza la città, la capitale bulgara è tutto meno che triste. Ne è emblema, la sorridente statua alla Saggezza (in greco sofia), che sovrasta la centralissima piazza Sveta Nedelja.
Crocevia di culture, religioni e tradizioni, scendendo alla fermata “Serdika” della metropolitana cittadina, ci si troverà di fronte la chiesa di Sveta Nedelja, patrimonio incontrastato dell’ortodossia, e alle spalle la Damija musulmana. Ma non solo.
A pochi passi dalla chiesa si estende Bulevard Vitoša, la via Condotti di Sofia, e non lontano dal luogo di culto islamico, il mercato delle donne, un caratteristico bazar all’aperto dove si può respirare la vera anima bulgara e zingara.
Nel centro di Sofia si può trovare di tutto: ci sono i grandi magazzini, tanti Mc Donald’s dislocati nei punti strategici della città, le più famose griffe mondiali nei quartieri più “in”, internet point, uffici di cambio, banche e servizi per i turisti.
Sì, perché con l’entrata della Bulgaria nell’Unione Europea, un settore che sta vivendo un vero boom è il turismo. Oltre ai centri sul Mar Nero, anche Sofia è meta di chi visita la “nuova Europa”. Anche da parte degli italiani, grazie alla recente introduzione di aerei “low cost”, che con una modica spesa permettono di collegare alcune città italiane con la capitale.
In centro non è difficile incontrare gruppi di turisti stranieri fotografare le cupole dorate della cattedrale di Alexander Nevski, curiosare nell’antistante mercato delle pulci, tra icone di legno, oggetti d’antiquariato, ricordi del periodo comunista, o fare shopping nell’esclusivo C.U.M. (Centralen Universalen Magazin).
La sera poi, chiuse le porte della cultura, si scatena la movida. Ristoranti, locali notturni, night club, discoteche, pub e divertimenti di ogni genere vengono offerti ai turisti e agli abitanti: proprio come in una qualsiasi altra città europea.
Certo, tutto in Bulgaria è esasperato, ma come lo è in tutti i paesi dell’est. I resti del periodo comunista sono ben visibili ovunque, a cominciare dai grandi “casermoni” grigi che aumentano mano a mano che ci si allontana dal centro.
Ma non serve arrivare nell’estrema periferia della città: bastano le vie traverse per incontrare caratteristici negozietti in puro stile sovietico, palazzi rimasti intatti dall’epoca di Živkov. Una città europea in stile comunista, quindi.
Ma non deve meravigliare troppo: il 1° gennaio 2007 è ancora vicino, e tutto sommato Sofia ha risposto bene all’occidentalizzazione: grandi cantieri sono sparsi in tutta la città per adeguarla ai parametri europei e toglierle quella patina di grigiore post comunista.
In fin dei conti il centro di Sofia non è poi molto diverso da quello di molte città italiane ed europee, dove a pochi metri dai negozi di lusso è possibile vedere mendicanti e senzatetto che bivaccano.
Per vedere con i propri occhi cos’è la Bulgaria bisogna spostarsi nelle periferie e nelle campagne che circondano la città. Dai grigi palazzoni che si incontrano sorpassando Sofia si passa a semplici case in pietra o in legno fino a delle autentiche bidonville. I turisti e la frenesia del centro sono lontani: vecchi autobus avanzano lentamente tra lavori in corso, buche sull’asfalto e qualche auto abbandonata.
Gli abitanti di quest’altra Bulgaria, poi sono ben diversi dalle commesse o dagli imprenditori del centro di Sofia: in maggioranza zingari bulgari, vestiti modestamente, si sostentano vendendo qualcosa ai lati delle strade pre-centrali, portando al pascolo gli animali, o trasportando in improvvisati carretti, ogni genere di cianfrusaglie.
Tra le lussuose Mercedes con i vetri oscurati del centro e le vecchie Lada della periferia, ciò che non può essere trasceso da un’analisi del paese è la dicotomia tra centro e periferia, e tra città e campagna.
Un cosa però è comune in tutta la Bulgaria: la voglia di ridere e di godersi la vita. L’amore tutto balcanico per la buona tavola, per il buon vino, per le serate trascorse in compagnia. A prescindere dalla differenze sociali ed economiche.





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