« Veneto, sul Ponte Vecchio di Bassano Monte San Giorgio,un pezzo d’Africa in [...] »


Slovacchia, il Danubio di Bratislava - foto : Novy Most © Stefano Coppi
Novy Most © Stefano Coppi

Slovacchia, il Danubio di Bratislava

di

stampa stampa

La luce è ancora soffusa, l’aria stagnante e il fiume si spoglia lentamente del suo vestito argentato. La città sembra immobile e dietro quei volti pietrificati tra le vie dello stare mesto, mi sento eccitato di poter camminare tra i suoi viottoli senza essere visto.

Posso ascoltare i miei passi anticipare il mio viaggio e stupirmi ogni volta di diventare in fretta geloso degli angoli di questa città che scopro. Intrappolato tra le mura porose della città vecchia scovo la cattedrale di San Martino che con le sue vetrate gotiche e la sua regalità cattura il mio respiro, che per qualche secondo cade in un ipnotico gioco di voci ed ombre.

Il sole si affaccia sul Danubio colorandolo di un blu cobalto, pennellate larghe e spesse si sovrappongono su una tela sottile e il vento smuovendo gli argini rompe definitivamente quella quiete disarmante.

Mi affaccio su Hviezdoslavovo námestie dove il Palazzo della Filarmonica di Bratislava vede pian piano risvegliarsi le fontane, i corsi d’acqua artificiali, il tintinnio delle tazze dei caffè eleganti e il vocio sommesso dei turisti assonnati in bicicletta. Lasciandomi alle spalle un folletto consigliere in Rybné Námestie, Novy Most si allunga davanti ai miei occhi in tutta la sua maestosità ed eleganza.

Non ho potuto resistere a salire su quell’ufo appeso nel vuoto, forse con la voglia di provare a rapire in un istante la magia del Danubio. Mi faccio volentieri tentare da quelle altitudini che smorzano il respiro per riuscire a guardare quella terra avida di gravità proprio quando si spoglia della sua timidezza.

Raccolgo la mia piantina e mi rimetto in cammino costeggiando il Lungo Danubio per poi addentrarmi in cerca di un altro posto dove la magia si mescola al sacro. Palazzoni spogli si sostituiscono a quelle delicate costruzioni coi cappelli rossi e i cubetti di porfido si sgretolano in un manto anonimo di cemento.

Dietro uno spigolo scorgo la Chiesetta di Santa Elisabetta d’Ungheria, vestita di un azzurro pastello, le pareti, gli arredamenti, le navate, le serrature, tutte di un azzurro fiabesco, realizzato sulla base dello stile liberty che nel ’900 ha scorticato la monocromatica fantasia degli architetti del passato.

La mia mente ancora non ha lasciato quella macchia di colore in quel quartiere dai palazzi vuoti, che già viene catapultata sulla collina che ospita il castello di Bratislava (Bratslavský Hrad) imballato in un cantiere di cui non si intravede la fine ma che emana ancora il fascino del Medioevo. Purtroppo non si possono visitare le stanze all’interno e quello che rimane da assaporare è il paesaggio mozzafiato che dalle sue terrazze si può ammirare.

Il sole comincia a scivolare giù dal suo arco e comincio ad avvertire un po’ di stanchezza ma, senza avere nessuna voglia di fermarmi, viro alla volta della collina dello Slavin. Una scalinata imperiosa si apre davanti a me, sale ripida fino a sorreggere una piazza immensa, sovrastata da un monumento raffigurante un soldato sovietico, simbolo della liberazione delle città slovacche nel ’45 ad opera dei Sovietici ai danni dei Nazisti.

C’è una pace che impregna ogni angolo di questa collina e mentre un cimitero di giovani russi si abbandona in un abbraccio tenero alla collina, il simbolo ligneo di Bratislava guarda alla città che si spiega ai suoi piedi con occhi pieni di speranza.

Mi siedo, guardo il Danubio tagliare la città da una estremità all’altra segnandole il viso e penso che in quel procedere, correre e rincorrere ci sono i desideri di un popolo giovane che insegue i sogni di una modernità che spero non intacchi mai la sua anima magica che quel fiume nasconde in sé.

stampa stampa
LIBRI

Storia del conflitto anglo-irlandese

"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

Danubio

"Danubio" di Claudio Magris - Garzanti, 2006



2 commenti a “Slovacchia, il Danubio di Bratislava”

  • caterina alle ore 9:38 am scrive:

    Più che un articolo quanto ho appena finito di leggere sembra un acquarello d’autore.
    Sapienti i colori, dolcissime certe atmosfere,tenero quanto rimane in sottofondo.
    Un racconto vissuto di un angolo di mondo affascinante e che, nella propria intimità, sa farsi anche “nostro.
    Grazie
    caterina”

  • Matteo alle ore 3:58 pm scrive:

    Ste…ormai ti conosco da un anno…con le tue parole sai far sempre emozionare….sei riuscito a farmi immaginar il blu cobalto del danubio slovacco…Grazie di tutto….sei un amico!!

comment Lascia un commento a "Slovacchia, il Danubio di Bratislava"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo COdo su Il giro del mondo in auto
- Anna Maria su A come Amarcord
- nicoletta luchena su Pergamon Museum, Berlino imponente
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Storie

Bobby Sands, trent’anni dopo
di

Bobby Sands, trent’anni dopo - foto : Bandiera Irlandese nel cielo di Belfast © Andrea Lessona

L’allodola d’Irlanda è ancora un simbolo per il proprio popolo. I suoi pensieri vivono attraverso gli scritti che ha lasciato, curati da Silvia Calamati, la più grande giornalista Italiana esperta della questione Nord-Irlandese. E che “il reporter” vi ripropone. Per non dimenticare.

Storie

Il diario di Bobby Sands
di

Il diario di Bobby Sands - foto : Bobby Sands in un murales di Belfast © Andrea Lessona

Intervista esclusiva de “il reporter” a Silvia Calamati, in occasione del 29° anniversario della morte di Sands e della contemporanea pubblicazione del libro della giornalista italiana sulla vita e sul diario che l’Allodola d’Irlanda scrisse in carcere.

Storie

Piccoli reporter crescono
di

Piccoli reporter crescono - foto : Corriere dei Piccoli - Foto tratta da Wikipedia

Nel 1976 il Corriere dei Ragazzi indice un insolito concorso di scrittura. Come nasce un reporter. Il mondo visto e raccontato dai più piccoli.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter