La corona di Skansen Kronan brilla con gli ultimi raggi di sole, mentre tramontano nel cielo di Göteborg. Li ho seguiti sin quassù, gradino dopo gradino, lungo la scalinata che dal distretto di Haga porta alla collina su cui domina la fortificazione davanti a me.
Uno spiazzo di terra battuta accoglie il mio respiro corto di fatica e stupore: negli occhi ho mura imponenti, spezzate da finestrelle di ferro e circondate da infissi di legno, che disegnano un edificio dalla storia centenaria, sormontato dal simbolo reale.
Costruito nella seconda metà del XVII secolo, Skansen Kronan fu realizzato da Erik Dahlberg. Venne inaugurato nel 1689 e, come l’avamposto gemello di Skansen Lejonet, doveva proteggere Göteborg dai nemici danesi. Che non arrivarono mai.
Per questo motivo i 23 cannoni di cui è circondato non spararono un colpo. Ancora oggi sono qui, muti, nel loro alzo verso l’orizzonte vuoto: vengono cavalcati dai ragazzi per ciondolare le gambe e godere il tramonto.
Arrivo davanti all’entrata della struttura, e provo a salire l’interno di mura spesse dai quattro ai cinque metri: sono fatte di granite, gneiss, diabase e trattengono il freddo e il silenzio che solo stufe elettriche e giovani in festa spezzano.
Skansen Kronan, oggi, è diventato un luogo dove celebrare party e matrimoni. Così, mi ritrovo involontario invitato, in questo turbine di danze svedesi. Eppure, intorno al 1850, la fortezza era un rifugio per i senzatetto. In quel periodo le abitazioni di Göteborg non erano sufficienti, e i più sfortunati venivano stipati qui.
Qualche anno dopo, l’edificio venne addirittura usato come prigione. La domenica, sullo spiazzo dove mi trovo adesso, dopo aver lasciato i festeggiamenti, i carcerati vendevano i loro manufatti di stracci agli abitanti della città. Anche loro, come ho fatto io prima, salivano la collina per comprare a poco prezzo fazzoletti e coperte e, a volte, irridere i condannati.
Sino al 2004 Skansen Kronan venne adibito a museo militare. Ma a prescindere dall’utilizzo attuale e passato della struttura, ciò che più amano i visitatori di questo luogo è la vista che si gode da quassù: gli occhi possono abbracciare la linea delle case di legno e le strade acciottolate del quartiere di Haga.
Realizzato per volere della Regina Cristina di Svezia alla metà del XVII secolo, il distretto è oggi una delle attrattive più rinomate di Göteborg. Il passato e la pessima reputazione di cui era vittima la zona sono stati cancellati da massicci interventi di rinnovamento intorno al 1980. Oggi il quartiere, dove vivono circa quattro mila persone, è parte integrante della seconda città svedese. E ne arricchisce il fascino con la sua atmosfera caratteristica.
Prima di ridiscendere l’infinita scalinata ed attraversare il distretto di Haga, mi volto verso Skansen Kronan. Il sole si è spento dietro l’orizzonte, ma la corona sulla fortezza continua a brillare dorata.
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