Un antico forte moresco, poi divenuto palazzo reale che conserva il suo inconfondibile stile islamico, affascinante ed esotico, agrumi che profumano l’aria e colorano il cielo di giallo e arancio. E’ questo l’aspetto con cui si presenta l’Alcázar di Siviglia, patrimonio Unesco.
Spagna, tiepida nella stagione invernale e calda, molto calda in quella estiva, meta di turisti e viaggiatori, sinonimo di allegria, vivacità e lunghe notti da vivere per le strade come moderni gitani. L’andalusa Siviglia è regina delle notti e nel suo cuore pulsante si erge la maestosa Cattedrale, di fronte alla quale, ecco presentarsi l’Alcázar, vecchio di almeno mille anni.
L’Alcázar non si può descrivere, bisogna viverlo per un giorno intero, almeno. Dall’ingresso, ampio, luminoso, aperto si accede alle varie sezioni del suggestivo palazzo. Una volta entrati, il mondo conosciuto si lascia alle spalle e inizia un vero e proprio percorso verso il passato, il lusso in stile mudejar (innesto tra elementi artistici arabi e cristiani spagnoli ), le decorazioni, i colori impressi sulle piastrelle, sulle pareti e che rammentano le tonalità della sabbia, del cielo, blu, turchese, bianco, ocra.
Una tavolozza di mosaici, di geometrie che si susseguono sui portoni, sugli archi, sulle pareti. Si passeggia stanza dopo stanza continuando a restare sbalorditi, increduli. E’ un piacere per lo sguardo, ma anche per l’anima. La consapevolezza che l’arte umana raggiunge simili elevate espressioni è vanto e orgoglio per ogni persona.
Questo è un viaggio nel viaggio, non è solo recarsi in Andalusia, è scoprire il suo intimo, la sua essenza perché viaggiare, per chi è in grado di farlo con il corpo e la mente, non è mai solo un semplice movimento, ma un richiamo del mondo, il desiderio di scoperta, conoscenza e interazione. Il viaggiatore è un esploratore e la sua meta è il mondo.
Questo mondo, l’Alcázar, è una miscela di cultura araba e cristiana. All’interno, si accede al Palazzo di don Pedro, un edificio riccamente ornato in maniera raffinata ed eccessiva. Ma qui l’eccesso è di casa, soprattutto nell’appartamento reale, nel Salone degli Ambasciatori e in quelli di Carlo V.
La vera chicca è rappresentata dai Giardini. Un vero Eden. Vasti, lussureggianti, imponenti. Un laghetto con le ochette e una piccola cascata d’acqua, un gazebo, viali e sentieri, i bagni di Maria di Padilla, storica amante di Pedro I, un labirinto.
E’ il luogo della fantasia. Si potrebbe incontrare il buon caro coniglio di “Alice nel paese delle meraviglie” che, consultando il suo orologio da taschino, si accorge di aver tardato a chissà quale appuntamento.
Difficile descriverli. Immaginate di muovervi all’interno di un libro di favole, quello prediletto nell’infanzia, con castello e parco reale che il tempo, clemente, ha lasciato quasi intatti. Solo in questo modo ci si avvicina a comprendere la bellezza del luogo.
Nei giardini piante, alberi, agrumeti si avvicendano. Ogni pianta sembra abbracciare un lembo degli edifici che compongono l’Alcázar. Qui si incontravano i due amanti, Pedro e Maria. Qui vivevano la loro passione. Qui, seduti su una panchina si può trascorrere delle ore semplicemente ad osservare. A bocca aperta.





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