Il fuoristrada continua a dirigerci verso sud e inanella, curva dopo curva, sempre più chilometri dall’Italia. Lasciate le temperature ancora fredde alle spalle, qui ci troviamo sotto un caldo sole che, nonostante la stagione invernale, sembra anticipare l’estate.
Siamo nel cuore dell’assolato deserto di Tabernas, nella provincia di Almeria, nel sud della Spagna, ponte tra Europa e Africa, terra ricca di colori, di suoni vivaci e di profumi esotici, speziati. Le note del flamenco sono lontane da questo deserto roccioso che si mostra in tutto il suo splendore e regala momenti di suggestione intensa.
Ai lati solo rocce di color giallo ocra misto, ogni tanto, a pennellate più rossicce. In mezzo la strada che corre spedita costeggiando paesini di poche anime, piantagioni intere di cactus, morbide colline su cui sono adagiate, come regine dalle braccia tese verso il cielo, centinaia di bianche pale eoliche per lo sfruttamento dell’energia del vento.
Il paesaggio è brullo, affascinante, desolato. Sembra formato da minuti canyon rocciosi. A parte il rumore delle auto di passaggio, poco frequenti, il silenzio, fuori dal finestrino della vettura, accompagna il nostro viaggio. E, proprio come nei vecchi film western, qualche balla di polvere e terra ruzzola ai bordi della strada.
In effetti, tutto ricorda scenografie d’autore, come una sorta di deja vu. Un deja vu che si concretizza quando, davanti all’auto in corsa, ci troviamo un imponente cartellone stradale che ci porge il benvenuto nella Hollywood Andalusa. Si, proprio così. Siamo nel bel mezzo dell’unico vero deserto europeo che si maschera da set cinematografico texano.
Il nostro sguardo, un po’ perplesso e incuriosito, osserva Fort Bravo, piccolo set permanente che raffigura un fortino del vecchio, vecchissimo Texas dove bambini e adulti, dietro pagamento di un biglietto di ingresso non troppo economico, possono interpretare il proprio ruolo preferito. Chi la ballerina del saloon, chi il cattivo con la classica cicatrice sul volto, chi lo sceriffo che fa valere la legge!
Ore di svago in cui ci si proietta in un’altra dimensione fatta di gioco e di passione per il cinema. Un fuorilegge, con tanto di cappello a falda larga sul capo, ci passa davanti, poi un cowboy ci saluta con un cenno della mano, tutto per attirare l’attenzione dei pochi viaggiatori di passaggio.
Luogo ideale per girare scene che rammentino i deserti dell’Arizona o della California. Luogo ideale per Sergio Leone che qui, nel 1966, filmò Il Buono, il Brutto e il Cattivo con Clint Eastwood e Lee Van Cleef.





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