Località arroccata sulle colline della Liguria, in provincia di Imperia, suggestiva e ospitale con una particolarità unica. Non fa parte dell’Italia.
E’ Seborga, o meglio il principato di Seborga con tanto di regnante, Giorgio I, di moneta propria, di bandiera, di francobolli locali, di governo, di ministro degli esteri ed altro ancora.
Manca solo l’erede al trono in successione all’attuale principe che non ha figli. E come se non bastasse, c’è chi sostiene che Seborga celi il Santo Graal.
Nasce come feudo dei conti di Ventimiglia. Nel 1079, il territorio diventa un Principato
del Sacro Romano Impero e, più tardi, il suo Principe-Monaco nomina nove Templari.
Questi cavalieri, secondo la leggenda, nel 1127, al rientro da un viaggio a Gerusalemme, vengono accolti da San Bernardo proprio a Seborga.
Qui giurano di mantenere e difendere “il grande segreto”. Alcuni vedono in questo giuramento un riferimento al Santo Graal.
Oggi, cittadina ricca di fiori, soprattutto mimose in cui commerciano gli abitanti, conta meno di 400 anime su una superficie di 4 chilometri quadrati.
E’ amministrata dal suo sindaco e dalla giunta comunale.
La capitale del principato, l’omonima Seborga, trovandosi a 522 metri di altitudine sul livello del mare, gode di una bellissima vista di Bordighera, del vicino principato di Monaco e della costa azzurra francese, oltre al clima dolce e piacevole.
Ogni 20 agosto, data in cui San Bernardo e la sua processione sfilano tra le mura cittadine, i seborghini celebrano la loro festa nazionale.
Seborga si considera uno Stato autonomo. Ha, infatti chiesto la propria indipendenza dal resto dell’Italia ufficialmente. Ma come nasce tutto questo?
Nel 1815 il Congresso di Vienna, nel tentativo di ridistribuire i vari territori europei, dopo le guerre napoleoniche, non cita il territorio di Seborga.
In tal modo, omettendo di discutere di questa definizione territoriale, Seborga non risulta appartenere né al regno d’Italia, né quello di Sardegna.
Insomma, secondo i seborghini, all’epoca il loro principato è stato dimenticato e, quindi non annesso a nessun regno.
Su questo evento si basa l’intera vicenda odierna. Vicenda che, grazie a un’indovinata manovra di marketing ha rivalutato il turismo locale.
Il Comune e Giorgio Carbone, ex floricoltore e oggi regnante a tempo pieno sulla spiritualità dei suoi compaesani quale discendente degli allora principi del posto, hanno, infatti, evidenziato gli aspetti storici del paese per attrarre curiosi e appassionati.
Dagli atti ufficiali, Seborga è stata fondata prima del 954 e, per tale motivo, gli studiosi britannici la considerano come la prima monarchia costituzionale del mondo.
Un bel primato, non c’è che dire.
Giorgio Carbone, eletto nel 1963 dai seborghini unico regnante con il nome di Giorgio I principe di Seborga, è impegnato in attività politiche e diplomatiche.
Scopo? Avvalorare le tesi sul principato non considerandolo parte della Repubblica Italiana.
Inoltre, dal 23 aprile del 1995 i seborghini hanno votato l’approvazione di una propria Costituzione del Principato con tanto di norme generali.
La vita a Seborga non è però così tranquilla perché, come in ogni storia di nobiltà e discendenza, di troni sui cui sedere, arrivano le diatribe dinastiche tra vari contendenti al titolo reale.
Non è solo Giorgio I ad essere nobile, ma anche Yasmine von Hoenstaufen. La principessa si dichiara pronipote di Federico II e rivendica la sovranità del borgo in qualità di “avamposto del principato di Gerusalemme”.
Vorrebbe regnare lei. Si potrebbe pensare. Ma in una lettera scritta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede l’annessione ufficiale di Seborga allo Stato italiano.
Seborga, inoltre è anche gemellata con l’Africa. È, infatti, uno Stato africano il primo straniero a riconoscere, dal punto di vista amministrativo, l’indipendenza del Principato dal Bel Paese e ad aprire un proprio consolato in loco.
Si tratta del Burkina Faso. E lo stesso consolato seborghino ha aperto battenti in alcuni Paesi, come la Spagna e la Danimarca.





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Grazie, ogni suggerimento è utile e apprezzato!