« Bunratty, nella storia d’Irlanda Celtica ’09, revival gaelico »


Samarcanda, il Viale delle Tombe - foto : Il Viale delle Tombe di Samarcanda © Monica Genovese
Il Viale delle Tombe di Samarcanda © Monica Genovese

Samarcanda, il Viale delle Tombe

di

stampa stampa

Restaurato nel 2005 è considerato il luogo più suggestivo e sacro di Samarcanda, la mitologica città dell’Uzbekistan, in Asia centrale. E’ il Viale delle Tombe, o meglio Shah-I-Zinda il cui significato evoca la tomba del re vivente, riferendosi all’originario santuario.

Un complesso ampio e colorato, meta di numerosi pellegrini, ricco di stanze fresche e ombreggiate costruite con piastrelle di color azzurro. Un tripudio alla tranquillità e alle tonalità del luogo in cui silenzio e rispetto sono d’obbligo.

Qui, tutto inizia con il condottiero Tamerlano e con suo nipote Ulughbek. I due sovrani fanno seppellire i membri della loro famiglia e le persone predilette come in una sorta di regale cimitero personale.

E ancora oggi, dall’ingresso fino alla fine del Viale appaiono, in fila, molte tombe, opere murarie alte e svettanti in pietre smaltate asiatiche, sormontate dalle tipiche cupole.

La recente ristrutturazione non lascia nulla che rammenti il passaggio del tempo e pare che alcuni monumenti siano stati ritoccati in maniera poco fedele all’aspetto originale, ma resta comunque un sito affascinante e spettacolare. Il caos della città non arriva fin qui. Resta fuori dai cancelli di questo grande luogo sacro.

E’ una camminata tra edifici mirabili all’interno dei quali si può sbirciare per osservare i disegni dei decori. La tomba più bella è indicata in quella di Shadi Mulk Aka, risalente al 1372 circa, dove risposa una delle spose di Tamerlano e le cui maioliche sfidano i confini temporali da sempre, al punto che richiedono un recupero architettonico solo minimo.

Addentrandosi nel complesso, si arriva alla parte meno regale e storica, ovvero il cimitero ancora oggi in uso, dove risposano gli uzbeki. Qui le tombe sono sovrastate da imponenti e pesanti epigrafi fotografiche gigantesche. Immagini dei defunti, in maniera semplice e serena, si avvicendano e si mostrano come poster di marmo nero. E’ come muoversi tra persone fatte di fotografie, manichini monodimensionali.

Può apparire un po’ macabro far visita ad un sito del genere, ma la struttura stessa del luogo, la sua atmosfera, la sua storia lo rendono ambito, non solo dai credenti, ma dai viaggiatori che desiderano conoscere Samarcanda sotto ogni aspetto. Qui non c’è nulla di sinistro o di inquietante. Qui c’è solo pace e bellezza.

stampa stampa
LIBRI

Seta Nera, mondo neosovietico

"Seta Nera" di Rafael Dezcallar - Fbe Edizioni, 2010

Il cuore perduto dell’Asia

"Il cuore perduto dell'Asia" di Colin Thubron - Feltrinelli Traveller, 2001



comment Lascia un commento a "Samarcanda, il Viale delle Tombe"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo COdo su Il giro del mondo in auto
- Anna Maria su A come Amarcord
- nicoletta luchena su Pergamon Museum, Berlino imponente
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Viaggi

Shanghai, città del futuro
di

Shanghai, città del futuro - foto : Shanghai © seto_supraenergy

Viaggio nell’avvenire. Riflessioni su una metropoli che modernissima nei suoi grattacieli del Pudong e nelle sue stazioni metropolitane ultra-sofisticate, preserva gelosamente le antiche tradizioni nel centro storico.

Viaggi

Un’avventura Settemila miglia lontano da noi
di

Un’avventura Settemila miglia lontano da noi - foto : La partenza

Dal cuore dell’India a Brescia a bordo di moto e auto leggendarie: cosa non si è disposti a fare per sostenere un progetto sulla scolarizzazione infantile, senza rinunciare al gusto dell’avventura.

Reportage

Turchia, in riva al fiume Tigri
di

Turchia, in riva al fiume Tigri - foto : Scorcio del fiume Tigri, Turchia © Monica Genovese

Nella parte orientale del paese, su un piccolo altopiano, è adagiato un villaggio in pietra arenaria, Hasankeyf, dove nelle caverne scavate nella roccia abitavano le famiglie locali.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter