La strada che da Madrid porta a Salamanca passa attraverso una sierra estesa e arida. C’è qualche ciuffo verde ogni tanto che prova a vincere la sua battaglia con il calore e la mancanza d’acqua. Ma la macchia ocra che si presenta agli occhi sembra essere troppo grande per ora, per essere sconfitta.
Campi infiniti, una spruzzata di case basse, campi infiniti. Le due ore in macchina passano così, con qualche canzone spagnola accennata alla radio a fare da sottofondo. Ma ci sei. Il verde torna ad essere il colore predominante, la vita torna a vincere. Ormai sei dentro, sei a Salamanca.
Passi con la macchina sopra ad uno dei ponti del Rio Tormes e subito ti impressiona la quantità d’acqua e di vegetazione che stanno intorno al fiume, se le confronti con quanto hai visto e vissuto venendo qui. Inizi a girare.
È una mattina inondata di una luce pura, senza filtri. Il calore in città è sopportabile. C’è un vento fresco ogni tanto che rende piacevole il cammino. Avanzi sulla strada principale, svolti a destra e piombi, forse, nella piazza più bella di tutta la Spagna.
Il quadrato della Plaza Mayor di Salamanca è un capolavoro. Tutti gli edifici che la racchiudono sono fatti con una pietra calcarea particolare che ha un colore dorato: la luce si riflette sulle mura, prende potenza, ogni dettaglio, i balconi in ferro, i tondi con i volti di personaggi storici famosi sono inondati di raggi e risaltano in modo unico.
Noti un dettaglio: in un tondo c’è il volto del Generalissimo Franco, come amava farsi chiamare lui. Non è stato rimosso. Pensi che in Italia una cosa analoga non potrebbe esistere.
Dopo esserti fermato al bar Cervantes per una ottima tapas y copa (una birra fresca e qualcosa da stuzzicare) ti rimetti in cammino e raggiungi uno dei luoghi simbolo della città: la piazza della cattedrale. Anche se sono i primi giorni di settembre e i corsi universitari non sono ancora ricominciati, ci sono già i primi studenti seduti sulle scale, sulle panchine, o a terra nelle zone d’ombra che studiano, parlano, scambiano pensieri.
La vista corre dalla grandezza al particolare, e ritorno. Dall’altezza della chiesa al dettaglio dell’astronauta scolpito e posizionato a fianco di una delle entrate principali.
Passi dalla poderosa facciata dell’università antica, prosegui di nuovo verso il fiume. A terra vedi il segno che indica la rotta ai pellegrini diretti a Santiago de Compostela, una freccia gialla e una conchiglia disegnata. Segui quell’indicazione e sei sul ponte romano di Salamanca. Ti volti e hai una visione speciale sulla città.
Il giorno lentamente si sta spegnendo. Ti riporti nel cuore dell’abitato, nella Plaza Mayor. Ti siedi a terra, ti guardi intorno. Stanno già accendendo le luci artificiali. La notte di Salamanca non tarderà ad arrivare e tu sarai lì ad attenderla.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




