Piccolo centro dell’Andalusia, arroccato tra le montagne dalle forme aspre e taglienti, Ronda si presenta come una sorta di presepe edificato su un crinale isolato della Sierra. Località moresca che accoglie anche ricche abitazioni decorate alla maniera rinascimentale, labirinto di stradine.
La cittadina è spaccata in due dall’ampia, vertiginosa, inquietante e raccapricciante gola del fiume Guadalvín. Uno strapiombo, El Tajo, ovvero la spaccatura, suggestivo, a picco su tre lati per 130 metri circa. Un paesaggio da brivido, talmente affascinante da restarne soggiogati e atterriti al tempo stesso.
Inoltre, questa fenditura che appare come un boato silenzioso nella terra, è sormontata da un ponte settecentesco ad arco che ben si sposa con il resto dell’ambientazione. Una scenografia unica. E’ il Puente Nuevo, dove, un tempo, veniva ospitata la prigione cittadina. Ma qui, in questo luogo incredibile non c’è solo il panorama a destare curiosità e mistero.
In una delle stradine poco distanti dal Puente, si scorge, quasi di fronte ad un ristorantino tipico che emana profumi di spezie, un palazzo nobile con un portone antico, di legno e un piccolo balcone dove è collocata una vecchia cinepresa. Si tratta del palazzo dei conti delle isole Batanes e al suo interno, ecco che fa capolino il museo. Il più insolito di tutta la zona che, pure ne annovera vari come quello del brigantaggio.
Museo Lara, poco distante da Plaza Duquesa de Parcent ospita una collezione numerosa di oggetti d’ogni tipo e genere. Il Señor Juan Antonio Lara, curioso e collezionista sin dall’infanzia, ha riempito questo spazioso sito di orologi in smalto, ventagli, pistole, armi, strumenti musicali, reperti archeologici, fotografie d’epoca di vecchie corride, rudimentali macchine fotografiche e da scrivere, attrezzature cinematografiche, oggetti preziosi e insoliti come una sirena dai lunghi capelli in una teca di vetro.
Animali che rammentano draghi o creature della mitologia, della fantasia, degli incubi stessi. Si passa dal bel patio luminoso con al centro una piccola fontana dove si ammirano varie esposizioni di articoli senza tempo, alla cupa sala sotterranea dedicata agli strumenti di tortura e dell’Inquisizione. Rievocazioni statiche di demoni, di vittime delle segrete e della stregoneria alloggiano qui, nel silenzio delle sale museali.




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