“Andrea seguitò giù per la Fontanella di Borghese e per i Condotti, verso la Trinità. Era una notte (…) serena, una di quelle prodigiose notti iemali che fanno di Roma una città d’argento chiusa in una sfera di diamante”. Quando lessi per la prima volta “Il Piacere” di Gabriele D’Annunzio (pubblicato nel 1889), queste parole mi rimasero scolpite nella mente. Le trovai estremamente calzanti, perché Roma è proprio questo: una città da favola, di quelle da incorniciare in una palla di vetro.
Camminare per le vie dell’Urbe Aeterna procura un vortice di emozioni capaci di stordire, tante sono le epoche storiche e gli stili che si alternano ad ogni passo. I pepli porpora indossati dai “legionari” di fronte al Colosseo abbracciano le atmosfere vissute da figure romantiche come Keats: proprio in Piazza di Spagna, al principio della scalinata di Trinità dei Monti, trovo la Casina Rossa, umile dimora del poeta, divenuta nel 1909 una Memorial House a lui dedicata con cimeli e memorabilia.
Questo incontro inaspettato e le ambientazioni narrate dal Vate mi inducono a osservare la città nella sua espressione più decadente, immaginando i ritrovi mondani e le feste raffinate dell’epoca “principesca”. E furono le ville, immerse in enormi e lussureggianti parchi (attuali polmoni verdi di Roma), teatro dei party più esclusivi.
L’uso delle famiglie nobiliari di costruire residenze di “rappresentanza” del proprio rango, arriva nel tardo Quattrocento: spesso sono stati adattati precedenti edifici di epoca romana, da cui la derivazione di gusto “classico” imposta all’architettura.
Lungo la via Aurelia Antica mi imbatto nella monumentale Villa Pamphilj, il parco più grande di Roma con i suoi 180 ettari di estensione: la famiglia acquistò la “Villa Vecchia” nel 1630 e la completò con una sede “Nuova” nel 1652, sotto il pontificato di Innocenzo X. Il palazzo e i giardini costituiscono la “pars urbana”, seguiti dalla pineta e dalla tenuta agricola. Lo Stato Italiano divenne proprietario del parco solo nel 1957.
Villa Ada coi suoi scorci romantici (dovuti alla natura del terreno) è la seconda tappa del mio viaggio. Il parco ospita il consolato egiziano oltre che i resti di un insediamento romano risalente all’VIII secolo a.C.: è conosciuto come Antemnae, o Ante Amnae, in latino il punto di congiunzione tra il fiume Aniene e il biondo Tevere. Plutarco cita Antemnae in lotta con Roma a seguito del ratto delle Sabine.
Non posso concludere il mio giro che “nel” parco romano per eccellenza: Villa Borghese. Sorto a fine Cinquecento sul sito dei Giardini di Lucullo, il possedimento ospita al suo interno un tripudio di fontane, tempietti e ingressi monumentali.
Oltre ad accogliere la Galleria Borghese (e con essa le opere di Bernini, Canova o Caravaggio), nella Villa si trova un Bioparco e, dal 2003, il Silvano Toti Globe Theatre: diretto da Gigi Proietti, propone un calendario ricco di spettacoli shakespeariani. Che la sera andrò a vedere, per concludere in bellezza la mia giornata.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




