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Ravenna, nebbia e mosaici - foto : Byzantine mosaics, san vitale © mararie
Byzantine mosaics, san vitale © mararie

Ravenna, nebbia e mosaici

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E’ la città dei mosaici. La più grande della Romagna e quella meno densamente popolata tra i capoluoghi di provincia del Bel Paese. Tre volte capitale. Dell’Impero Romano occidentale, degli Ostrogoti e dell’Esarcato bizantino.

E’ Ravenna. Città che ospita la tomba di Dante Alighieri. Ricca di preziosi monumenti, otto dei quali patrimonio Unesco.

Meta di turisti durante la bella stagione. Soleggiata, accogliente, mite. Sempre estiva e prodiga di divertimenti, nell’immaginario collettivo.

Ma d’inverno può diventare invisibile. Celata alla vista di chiunque. Nascosta dalla sua fitta coltre di nebbia. Affascinante e misteriosa.

Una città che scompare e riappare. Lungo il pontile del porto, persino le acque del mare non esistono più e le navi che fanno il loro ingresso, adagio, si aprono un varco nel muro nebbioso. Aiutate solo dai radar e dal faro.

Ravenna è città d’arte, scrigno di mosaici colorati e recuperati al tempo che l’adornano perché sia sempre in festa.

Il Battistero Neoniano del 430 circa, il Mausoleo di Galla Placidia della prima metà del IV secolo, il Battistero degli Ariani del VI secolo, la Cappella Arcivescovile del 500 circa, la Basilica di Sant’Appolinare Nuovo di inizio del VI secolo, il Mausoleo di Teodorico del 520, la Basilica di San Vitale della prima metà del VI secolo e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe del VI secolo.

Gli edifici meritano, più che menzioni, visite. Non è possibile descrivere la bellezza e la vivacità dei colori di ogni mosaico e la maestosità, l’imponenza di queste opere.

A citarne alcuni, si fa un torto ad altri. Il Battistero degli Ortodossi prende il nome dal vescovo Neone (da qui Neoniano) ed è situato, come la maggior parte degli altri edifici storici, nel centro ravennate.

All’interno di un giardino, si erge spettacolare e maestoso. E’interrato di circa due metri, in virtù della particolarità del terreno della zona che tende ad abbassarsi verticalmente.

La sua forma ottagonale si deve alla numerologia secondo cui l’otto è associato alla resurrezione.

Il Mausoleo di Galla Placidia è a croce latina. I suoi mosaici sono coloratissimi, così vivaci da sembrare realizzati di recente.

Illuminano l’intero edificio con il loro sfarzo. La cupola centrale domina lo spazio e sembra un cielo stellato che sovrasta il visitatore.

Il Battistero degli Ariani nasce per volontà di Teodorico il Grande di religione ariana. Distinto da quello Neoniano degli ortodossi.

Anche in questo caso, pianta ottagonale in laterizi. All’interno presenta come decorazione solo il mosaico sulla cupola, oltre alla fonte battesimale stessa.

Il Mausoleo di Teodorico, fuori dalla città, è la più celebre costruzione funeraria ostrogota. Domina la necropoli dei Goti. E’ in marmo bianco d’Istria, diversamente da tutte le altre architetture de luogo. Decagonale. Ultima dimora di Teodorico.

La caratteristica più sorprendente è il monolite a forma di calotta a mo’ di copertura di 300 tonnellate e di 11 metri di diametro, trasportato per mare ed issato sull’edificio a rappresentarne forza e potenza militare.

L’imperatrice bizantina Teodora e le sue dame, Giustiniano e la sua corte accolgono il visitatore nei mosaici ai lati dell’altare della Basilica di San Vitale. Una costruzione iniziata su ordine del vescovo Ecclesio durante i primi sette anni di dominio bizantino della città.

A cinque chilometri dal centro di Ravenna, adagiata in una zona campestre, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Dedicata al primo vescovo della città. Qui i mosaici sembrano invadere persino l’aria.

Dall’ingresso si viene trascinati verso l’altare dove troneggia incontrastato un mosaico all’interno dell’arco. Dentro un medaglione circolare è raffigurato Cristo, più in basso i dodici apostoli sotto forma di agnelli.

I mosaici ravennati sono praticamente ovunque. Persino sotto terra, nelle abitazioni romane.

Baciata dal sole o ingoiata dalla nebbia, questo luogo è permeato dalla bellezza che arriva dal passato e convive in una perfetta armonia con il presente.

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LIBRI

Dalla nebbia alle nuvole

"Dalla nebbia alle nuvole – In bici verso il Tibet" di Bernardo Moranduzzo, Marcella Stermieri - http://dallanebbiallenuvole.net, 2010

Il viaggiatore e il chiaro di luna

"Il viaggiatore e il chiaro di luna" di Antal Szerb - e/0, 1996



3 commenti a “Ravenna, nebbia e mosaici”

  • Silvia Togni alle ore 5:04 pm scrive:

    Bellissima sintesi della città…in poche righe c’è la meraviglia che si respira passando da un monumento all’altro di Ravenna, complimenti!!!

  • Monica Genovese alle ore 5:20 pm scrive:

    Grazie Silvia, mi fa piacere c he l’articolo sia di tuo gradimento.
    :O)

  • caterina alle ore 2:49 pm scrive:

    Complimenti vivissimi e un grazie speciale a Monica Genovese per il reportage Ravenna. Mi piace molto il modo in cui vengono descritte le caratteristiche, non semplici, della città, dei suoi mosaici , delle sue atmosfere.

    Sono nata in Romagna e, della mia Terra, conservo lo spirito, la vitalità e la riservatezza. A differenza di tante altre, importanti città d’arte italiane, Ravenna è un chiaroscuro di rara magnificenza e, per essere compresa richiede una totale apertura dei sensi…
    caterina

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