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Rabat, capitale del regno marocchino - foto : Scorcio di Rabat, il cimitero a ridosso della spiaggia © Monica Genovese
Scorcio di Rabat, il cimitero a ridosso della spiaggia © Monica Genovese

Rabat, capitale del regno marocchino

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“Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che assomiglia al sogno”. Guy de Maupassant. Questo sogno, stavolta, si chiama Marocco. Meravigliosa terra d’Africa.

Rabat, adagiata sulla costa atlantica del Marocco, regno di Mohammed IV e della sua bella consorte, Lalla Salma Bennati, è una delle città imperiali. Capitale marocchina con oltre un milione e mezzo di abitanti, senza contare i sobborghi cittadini.

Rabat è ricca di monumenti e si presenta adornata da un’ampia spiaggia sabbiosa con tanto di cimitero annesso che le scivola addosso. Caratteristica e colorata la kasbah sul mare dalle tinte bianche e azzurre. Luminosi colori che sembrano scintillare sotto il cocente sole estivo.

Una particolarità zoologica marocchina è la presenza – quasi onnipresenza – di felini. Letteralmente ovunque. Qui ci sono gatti di ogni tipo in qualsiasi posto. Fanno parte del paesaggio, insieme agli odori, tipicamente speziati che si diffondono nell’aria da vari mercati, i souq, lunghi, stretti e colmi di ogni merce.

I bambini, alla vista dei viaggiatori occidentali, chiedono monetine, dirham, cadeaux (regalo), cercano di vendere o di scambiare qualcosa. La storia di questa città è caratterizzata da vicende alterne. I primi insediamenti risalgono all’VIII secolo a. C. quando alcune popolazioni indigene si stabiliscono nella zona della necropoli di Chellah. Oggi abitata da centinaia di cicogne.

La Medina, termine che indica la vecchia parte araba delle città moderna di Rabat, risale al XVII secolo. Meno interessante di quella di Fès, Meknès o Marrakech, vale comunque la pena visitarla. La via più caratteristica è la Rue Souika, dove numerosi sono i negozi di alimentari, spezie e di altri generi. Alla fine della strada si raggiunge la zona della Grande Moschea.

E da qui si prosegue per la Rue des Consuls, arrivando nel Souq as-Sebbat che pullula di botteghe orafe. Oltre, si scorge il mercato delle pulci dove è possibile, aiutati dalla pazienza e dalla fortuna, trovare qualche pezzo interessante. Procedendo verso la kasbah ci si ritrova immersi in un mare di negozi di tappeti, di oggetti in pelle e di articoli in rame. Un tripudio di tutto.

Qui a Rabat ha sede il palazzo reale. L’immagine del giovane re, Mohammed VI, si trova in ogni anfratto. I negozi, i ristoranti, le bottegucce, le bettole espongono un quadro o una foto del monarca. La monarchia marocchina è una delle più antiche del mondo.

L’atmosfera di Rabat è tranquilla e piacevole, per essere una città africana. Le sue solenni mura racchiudono un mondo in gran parte moderno, vivacizzato dal caotico traffico cittadino. Guidare una vettura qui è un’esperienza, quantomeno folkloristica. La maggior parte delle persone si muove in taxi il cui costo è decisamente basso. I marocchini si dispongono in fila ordinate, gli uni dietro gli altri, in attesa del proprio turno di viaggio.

La concentrazione di turisti si riversa nella zona della Torre di Hassan e del mausoleo di Mohammed V. Un complesso del sultano almohade Yacoub al-Mansour la cui costruzione inizia nel 1195 con il maestoso minareto, mentre nel mausoleo in marmo si trovano le spoglie dei vecchi sovrani, padre e nonno di quello attuale.

La vita si svolge, più che altro verso sera a Rabat. Al calar del sole, infatti, la capitale del Marocco si anima ancora di più e i mercatini vanno avanti fino a tarda ora. Non si può descrivere questa località senza averla assaporata. Senza averla odorata, toccata con mano.

E’ la sua stessa aria che la rende speciale. E l’aria non si può raccontare. Ha il sapore dei secoli trascorsi, della sabbia del deserto di dune sinuose e leggiadre, dei cibi piccanti, della frenesia delle genti. E’ un piccolo pezzo di quello che chiamano il mal d’Africa.

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