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Quando il viaggio diventa vita

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Viaggiare. Oggi lo si fa per diversi motivi. C’è chi si sposta per lavoro. Chi per studio. Chi per semplice curiosità. Chi perché ha sete d’infinito.

Scegliere una stella e inseguirla per l’eternità. Prima a piccoli passi. Poi di corsa. Finché si scopre che la bellezza non è nella meta, ma nel cammino. E allora il mondo appare diverso.

Si oltrepassano le colonne d’Ercole con il rischio di naufragare. Ma tanti preferiscono questo al rimpianto di non aver visto. Viaggiare dilata sogni e spalanca orizzonti nuovi. Lascia tracce indelebili.

Occorre abbattere barriere per costruire sentieri che s’incontrano. Viaggiare è rialzarsi dopo una caduta. È scoprire che non esiste solo il nostro mondo, ma anche il mondo degli altri. Diverso, ma non per questo inferiore.

Li chiamano interscambi. In realtà rappresentano delle vere e proprie lezioni di vita. Di quelle che ti accompagnano per tutto il resto dei tuoi giorni.

C’è il viaggio. Una forte esperienza di amicizia, di condivisione, di lavoro. Poi, il ritorno. Un ritorno necessario. Immaginato a lungo. Nostalgico.

Ho avuto la fortuna di incontrare due ragazzi di Altamura (Bari), Nico e Sario, che mi hanno parlato della loro esperienza.

Grazie ad un’associazione culturale (Associazione Link di Altamura), essi hanno potuto trascorrere un anno lontani dal paese d’origine, l’Italia, per vivere a contatto con culture e mentalità completamente differenti dalle loro.

Nico, un ventenne affascinato da luoghi poco noti, nell’aprile 2007 parte come volontario per Cadca (Slovacchia). Confusione ed emozione lo accompagnano durante il viaggio.

All’arrivo Nico si esprime con i gesti perché lì solo in pochi parlano l’inglese. Inoltre si ritrova a condividere l’appartamento con un volontario brasiliano e uno francese (e da settembre i suoi coinquilini saranno un’austriaca, una tedesca e un brasiliano. Una bella famiglia, come lui stesso la definisce.

Nico trascorre l’estate nella Repubblica Ceca ed in Polonia, in viaggio tra Bosnia, Serbia e Croazia. Inoltre, insieme ad altri volontari, partecipa a campi estivi per bambini con problemi mentali.
A settembre, con la riapertura delle scuole, Nico comincia ad insegnare italiano e inglese a Cadca. L’inverno trascorre freddo e nevoso, tra villaggi circondati da alte montagne e lezioni di inglese, portoghese e slovacco.

Tra i volontari si crea una forte amicizia e sono molti i momenti che essi trascorrono insieme. Anche durante le cosiddette serate internazionali, dove ognuno presenta il proprio paese d’origine.

Nico, ad aprile 2008, fa ritorno in Italia. Nel suo bagaglio tanti ricordi, un po’ di nostalgia e la voglia di vivere ogni attimo come se fosse il più bello.

Sario, invece, un ventiduenne affascinato dai paesi freddi, ha trascorso un anno in Estonia come volontario di un centro culturale pubblico per bambini e giovani.

Partito dalla Puglia nel febbraio 2007, al suo arrivo Sario trova freddo e neve. Ma la gente del posto compensa il clima gelido dell’Estonia con la gentilezza e la socievolezza.

Stabilitosi a Kohila, a 20 Km dalla capitale, il giovane affronta questa esperienza da solo. Difficile la lingua. Difficile uscire di sera, anche a causa del freddo. Nessun altro volontario con lui.

Con la primavera e l’estate Sario intensifica le sue attività. Campi estivi. L’incontro con un gruppo di Roma, lì per un gemellaggio. Il ragazzo, appassionato di chitarra e cantante in erba, prepara addirittura un concerto. E partecipa al Festival nazionale delle sculture in legno.

A settembre Sario inizia il suo lavoro al centro culturale. Organizza giochi per i bambini. Giornate dedicate al cinema. Il pizzaday, durante il quale bambini e ragazzi preparano pizze che, poi, mangiano insieme.

A febbraio 2008, il ritorno. Segnato dalla volontà di aprire un centro urbano giovanile ad Altamura. Segnato dal ricordo dei fiocchi di neve dell’Estonia.

Sario e Nico, ora, hanno ripreso la loro vita quotidiana. Ma con una profonda consapevolezza. Quella di chi ha scoperto che la bellezza della vita è nella bellezza del mondo.

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LIBRI

La fine è il mio inizio

"La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani - Longanesi, 2006

Lettera a Léontine

"Lettera a Léontine" di Raffaello Mastrolonardo - Tea, 2010



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