Le grotte di Postumia, già conosciute durante il Medio Evo, si trovano in Slovenia a poca distanza dal nostro confine. Sono più di venti chilometri che si snodano tra percorsi di umide pareti, che portano il visitatore direttamente dentro un altro mondo.
Le più famose stalattiti, che alle volte assumono colori straordinari, si portano dietro nomi buffi e facilmente memorizzabili: Carbonaio, Pigna, Tartaruga, Palme, solo per citarne alcune.
La prima galleria che trovo, scendendo per questo incredibile cratere della terra, è stata denominata Nave Capovolta. Nome che rende assai bene l’idea del trambusto che avranno sentito i presenti all’esplosione.
Infatti una potente deflagrazione di carburante, negli anni quaranta, ha reso le pareti di questa peculiare zona, nera come la pece.
Poi sempre più giù, scendendo a parecchie decine di metri sottoterra, laddove il freddo fastidiosamente pungente è sempre presente, arrivo alla Sala Gotica, che ha restituito straordinari esempi di animali vissuti durante l’era glaciale.
Poi la Sala del congresso, suggestiva e originale cornice di feste, manifestazioni e congressi di ogni tipo.
La figura tipica delle grotte di Postumia, denominata Brillante, non è altro che un’immensa colonna di ghiaccio.
La mia visita alle grotte prosegue tra ponti minerali e stalattiti in ogni dove, tra forme veramente insolite che fanno sospirare e capire che la Natura è maestra in fatto di arte.
Non manca la fiaba. Un po’ macabra, a dire il vero. Superstiziosi credenze del passato sostenevano che gli abissi insondati della grotta fossero dimora di un grosso e pericoloso drago.
Ma, per fortuna, Jacob, pastore di Postumia, si ingegnò per salvare i bambini del paese. Sapendo che il drago, chissà perché, andava ghiotto di vitelli, il buon Jacob ne uccise uno.
Dopo averlo squartato e riempito di calce viva si addentrò negli abissi con in spalla il vitello così conciato. Al vedere il drago gli lanciò contro la prelibatezza, alla quale, ovviamente, non seppe dire di no.
Trovando il boccone un po’ stopposo, l’animale si abbeverò abbondantemente all’immancabile lago, così che la calce gli si rapprese dentro le viscere, creandogli, supponiamo, non pochi problemi digestivi.
Il drago morì pietrificato e i bambini di Postumia poterono finalmente dormire sonni tranquilli.




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