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Pontcysyllte, acquedotto del Galles - foto : L'acquedotto di Pontcysyllte © Andrea Lessona
L'acquedotto di Pontcysyllte © Andrea Lessona

Pontcysyllte, acquedotto del Galles

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L’acquedotto di Pontcysyllte sfuma nell’orizzonte del Galles sino a diventare ombra di foschia densa. Sotto il suo profilo imponente, seguo con lo sguardo la retta scura tagliare il cielo a metà, e perdersi in una vaporosa vacuità.

Eppure con i suoi 307 metri lunghezza, 3,4 in larghezza e 1,6 di profondità è la struttura di questo genere più grande di tutto il Regno Unito. E patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 2009.

Ma la storia di Pontcysyllte, classificato monumento, affonda le sue radici di ghisa all’inizio dell’Ottocento, quando fu completato dalla maestria ingegneristica di Thomas Telford e William Jessop. I lavori durarono dieci anni e costarono, per l’epoca, la mirabolante cifra di 47 mila sterline.

Furono i due uomini, contro il parere di molti, a innalzare di 38 metri gli archi in ferro sui quali scorre il canale navigabile Llangollen lungo la valle del fiume Dee. E attraversa i villaggi di Trevor e di Froncysyllte, nella regione del Wrexham, nel Galles nord-orientale.

Diciannove pilastri sostengono la struttura in cui ogni campata è larga 16 metri. La loro imponenza mi cade negli occhi, alti verso il cielo per ammirare quest’opera realizzata con malta di calce, acqua e sangue di bue. Le placche di ferro, modellate come pietre tradizionali, vennero forgiate nella fonderia Plas Kynaston, costruita apposta per la realizzazione dell’acquedotto.

Una volta ultimato, il condotto fu inondato d’acqua per sei mesi in modo da verificare eventuali perdite. Ancora oggi, al centro della struttura, si trova un tappo per permettere di drenarne il “letto artificiale”, facendolo defluire nel fiume Dee dabbasso, e consentire così la manutenzione di Pontcysyllte.

Ma a eccezione di questi brevi periodi, il tratto d’acciaio sospeso nell’orizzonte è navigabile: imbarcazioni lunghe e strette lo solcano godendo della solidità della struttura che dura da oltre 200 anni, e dalla magnificenza della natura gallese che dura dall’inizio del tempo. Lo scenario ai lati della retta d’acqua è unico.

Ed è possibile camminarla a piedi, protetti dai parapetti come ho fatto io, prima di scendere nell’ombra dell’acquedotto: mirabile esempio di come l’ingegno dell’uomo possa convivere con il creato. Forse è anche per questo che l’Unesco lo ha inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità il 27 giugno del 2009.

Una data celebre che molti ricordano qui, come quella, quasi due secoli prima, quando Pontcysyllte venne inaugurato: era il 26 novembre del 1805, un mese dopo la famosa battaglia di Trafalgar in cui la Royal Navy vinse la flotta napoleonica, e l’ammiraglio Orazio Nelson perse la vita.

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LIBRI

Londra Babilonia

"Londra Babilonia" di Enrico Franceschini - Laterza, 2011

Diario d’acqua

"Diario d’acqua. Viaggio a nuoto attraverso la Gran Bretagna" di Roger Deakin - EDT, 2011



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