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Polignano Mare, una notte d’estate - foto : Polignano a Mare © Luigi Scorcia
Polignano a Mare © Luigi Scorcia

Polignano Mare, una notte d’estate

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La vita, spesso, ha il ritmo di una canzone. Ricordi che inseguono parole. Note che fanno a pugni con i sentimenti. Stati d’animo che compongono melodie sullo spartito del tempo.

C’è una colonna sonora che accompagna ogni diversa quotidianità. Poi, improvvisamente, tutto cambia. Anche quella colonna sonora. Ed è un altro ritmo. Altre parole. Un’altra canzone.

Un treno in corsa. Un finestrino. Musica. Basta questo per perdersi con lo sguardo nel paesaggio circostante. E rabbrividire. Tracce. Come quelle che il mare lascia sulla sabbia. Come quelle che il tempo non riesce a cancellare.

Come quelle che ti riportano in posti vissuti anche solo per un attimo. Li rivedi ed essi possiedono la magia del primo incontro. Te ne innamori e alimenti questo sentimento con la vista della loro bellezza.

Un sabato sera qualunque. Come ogni estate, ritorno a Polignano a Mare (Bari). Aspetto il sole della bella stagione per rivedere questa incantevole città. Non è distante dal mio paese, ma il suo volto cambia al variare delle stagioni. Ed è magico il volto che assume in estate.

Una passeggiata. Questo basta per poter respirare la sua affascinante atmosfera. Un sabato sera qualunque. Si parte in gruppo. Una piacevole aria fresca accompagna questo breve viaggio verso Polignano. Le voci si perdono nel buio della campagna circostante.

Ed ancora una volta la musica. Si ride. Si canta. L’euforia gioca con le note creando una nuova colonna sonora. La strada è trafficata. Tutti hanno voglia di mare. Il tempo passa. Bari. Mola. Polignano è vicina.

Qualcuno ha fame. Qualcuno ha voglia di gelato. Qualcuno canta ancora. Forse la sua colonna sonora. Ecco il mare. Ecco Polignano. Che strano effetto rivederla dopo un anno. Difficile trovare un parcheggio. Sembra che tutta la Puglia (e non solo) si sia riunita qui.

I negozietti del centro storico sono aperti, nonostante sia quasi mezzanotte. I profumi delle pizzerie si mescolano con l’odore del mare. Riesco a vederlo da un terrazzino. Cielo e mare. Insieme. Quasi si abbracciassero per paura della notte.

Una scalinata permette l’accesso alla spiaggia di ciottoli bianchi. L’acqua è trasparente. Seguo l’esempio dei miei amici, lascio le scarpe in riva e mi bagno i piedi. L’atmosfera è magica. Un gruppo di ragazzi canta seguendo gli accordi di una chitarra. Sarà la loro colonna sonora.

A picco sul mare Adriatico, si racconta che questa città abbia ospitato longobardi, arabi, bizantini, spagnoli e normanni. Di origini antichissime, Polignano è attraversata da un tratto dell’antica via Traiana, che, durante l’epoca romana, congiungeva Roma a Brindisi.

A pochi chilometri dal centro sorge l’abbazia di San Vito (santo patrono della città), le cui reliquie furono qui trasportate dalla nave di una principessa. Un venditore ambulante ci parla delle sagre cittadine, tra cui quella del vino, a metà luglio. Curiosa la festa dell’aquilone, a maggio, gioia di tutti i bambini. Simpatiche la sagra della patata e quella del pesce azzurro.

Polignano, inoltre, ospita, ogni due anni, a giugno, la coppa del mondo dei tuffi dalle grandi altezze. Atleti di tutto il mondo si lanciano da un trampolino collocato a venticinque metri d’altezza.

Ma uno degli eventi più importanti della città si svolge tra luglio ed agosto. Si tratta della rassegna dedicata a Domenico Modugno, nato qui. In questa occasione l’archivio Teche della Rai mette a disposizione molti filmati che raccontano di colui che è conosciuto come Mimì.

Accompagnati dal canto del mare, continuiamo la nostra passeggiata nel cuore di Polignano, nel suo centro storico. Caratteristici i vicoli bianchi, gremiti di gente e di locali. Qui la vita sembra fermarsi per riprendere fiato. Per respirare la notte che non finisce. Che fa finta di dormire.

Notte. Un sabato notte qualunque. Ritorno a casa con il mare nel cuore. La strada è la stessa. Solo più vuota. Anche la musica è la stessa. Solo più intensa. Musica vissuta. Come questa serata. Carica di sensazioni.

Sublime bellezza di un’esperienza semplice.

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"Lettera a Léontine" di Raffaello Mastrolonardo - Tea, 2010

Pellegrino di Puglia

"Pellegrino di Puglia" di Cesare Brandi - , 2010



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