L’aria salmastra del vicino Mare d’Irlanda soffia sul nord-ovest gallese, ed entra nella cittadina di Conwy, dove l’imponente e omonimo castello domina la baia. Botteghe artigianali e chiacchiere di mercato mi accompagnano verso Plas Mawr, residenza di piccola nobiltà, voluta e creata da Robert Wynn insieme alla moglie Dorothy Griffith. Sono molte le stanze da visitare.
Era il lontano 1570 quando Robert comprò la casa di Conwy e, usando un termine moderno, ristrutturò negli anni successivi (1576-1585), regalando ai posteri la dimora meglio conservata in Gran Bretagna dell’epoca Elisabettiana.
Una vita da onesto lavoratore, poi culminata con l’ascesa sociale. È la storia di Robert Wynn. Partito sotto sir Walter Stonor, tenente della Torre, prestò poi i suoi servizi anche presso sir Philip Hoby, al diplomatico e uomo d’armi, con il quale partecipò all’assedio di Boulogne e a varie campagne in Scozia.
Dopo aver maturato significative esperienze commerciali con le opulente città delle Fiandre, fece ritorno nel nativo Galles verso il 1555. Ebbe sette figli a 70 anni compiuti, tutti dalla seconda moglie. E in tarda età, nel 1589, arrivarono anche gli onori. Fu eletto in Parlamento per il seggio della contea di Caernarvon, e nominato rappresentante della Corona nella stessa contea nel 1591.
Varco le prime porte della casa e, mi “scontro” subito con il vistoso cromatismo dello stemma araldico. Entro nell’atrio, passato dal rivestire il ruolo di salotto principale nel Medioevo alla più modesta funzione Seicentesca di stanza dove venivano ricevuti i visitatori e utilizzato anche come camera da pranzo della servitù e sala banchetti degli inquilini o dei domestici.
Le dimore nobiliari erano dei piccoli mondi autosufficienti. Non è da meno la Plas Mawr, dove oltre alle più classiche cucina, attico, cortile, stanze per servitori vari, dispensa e salotto, c’era perfino un birrificio, luogo utilizzato anche per cuocere il pane e le altre pietanze. Pur senza finestre in vetro, ne venne creata una in legno che dava direttamente sulla parete nord.
Merita un discorso a parte la camera soprastante il birrificio, che da quanto si è potuto appurare da un inventario del 1665, doveva essere la camera da letto di Robert Wynn. Risalente al 1577, rappresenta uno dei primi esempi di decorazioni in gesso nelle case gallesi. Non di meno, sul soffitto e sulla fascia ornamentale si trovano 23 emblemi diversi appartenenti alle famiglie Wynn e Griffith, ad altri casati imparentati e a famiglie potenti locali.
Proseguo il giro, ritrovando fra le varie decorazioni appese anche stoffe fabbricate a Kidderminster, tessuti di lana abbastanza comuni nel XVII secolo. E infine arrivo nella Camera Grande. Ampia e illuminata. Sala questa che nelle dimore elisabettiane rappresentava il fulcro dell’abitazione: il soggiorno principale della famiglia e degli ospiti, adornato anch’esso da stoffe speciali a imitazione del Dornix, un altro tipo di tessuto in lana molto in voga nelle case della piccola nobiltà dell’epoca.





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