Arrampicato su un piccolo colle, tra i fiumi Stura e Tanaro, nel medioevo nasce Cherasco sulle orme di un precedente insediamento romano. Paese della provincia di Cuneo, in Piemonte, voluto da Manfredi Lancia, vicario imperiale.
Le vicende storiche vedono, spesso questo antico borgo alla mercé di varie fazioni, di reggenza in reggenza, di guelfi in ghibellini.
Qui, in questo luogo dall’aspetto accogliente e un po’ ameno, il corso Napoleone Bonaparte fa il suo ingresso firmando l’armistizio di Cherasco in qualità di generale e ridisegnano la geografia dei domini sabaudi. E’ l’aprile del 1796.
Da allora, nonostante le epoche siano diverse, Cherasco conserva intatto il fascino suggestivo del suo centro storico. Il paese si raggiunge attraverso due ripide salite che lasciano alle spalle del visitatore la piana del cuneese per accedere alla località dal nobile passato.
Il borgo si dirama tra due imponenti archi. L’Arco del Belvedere, eretto nel Seicento quale ringraziamento e voto mariano per l’immunità dalla peste del 1630 che dilania l’intera regione e l’arco Porta Narzole, a sud della cittadina, risalente al XVII secolo, mai terminato e in perfetta simmetria con l’altro.
E’ un concentrato di monumenti, dal Palazzo Salmatoris, detto anche “Palazzo della Pace”, sede della resa della monarchia sabauda, alla Chiesa della Madonna del Popolo di epoca settecentesca, alla sinagoga, testimonianza della presenza ebraica a Cherasco, al bel castello costruito da Luchino Visconti nel 1348, un edificio di pianta quadrata con torri angolari e un ponte levatoio.
Proprio qui, si distende davanti agli occhi una mirabile visione. Un lungo viale alberato da platani secolari, conosciuto anche come il viale Napoleonico. Uno scenario unico.
Stretto e sinuoso, questo vialetto è adornato da alberi dalle più bizzarre forme, alcuni presentano enormi buchi nei tronchi, quasi come se volessero permettere al viaggiatore di osservare attraverso di loro. Le fronde degli alberi, le numerose foglie, nella bella stagione, fanno da cappello al cielo del viale e lo proteggono dalla calura, creando giochi di ombre sul castello.
In autunno, invece, il viale dei platani indossa l’abito più spoglio della stagione e si colora d’oro, mentre un sottile crepitio di foglie secche fa da colonna sonora ad ogni passo.
Vivace cittadina, si destreggia abilmente tra mille e più proposte turistiche. Mercatini dell’antiquariato, del restauro, del vintage, del libro antico, del giocattolo, del modellismo, ma anche eccelso centro di elicicoltura, rinomato a livello internazionale.
Cherasco è un tocco di medioevo nella campagna cuneese. Un gioiello antico tramandato, di secolo in secolo, al presente. Fortemente ancorato alle tradizioni, alle usanze, alle rievocazioni storiche. Oggi si mostra come un paese moderno con il buon gusto per le cose di ieri.





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wow cherasco e’ tra le piu’ belle citta’ che ci sono nei dintorni del cuneese…..sono contenta che le appartenga una cosi’ bella storia di cui puo’ vantarsene in tutta liberta’….
e’ una citta’ modello da cui molti centri oggi cercano di trarre spunto….
io se potessi non scambierei cherasco per nessuna altra citta’ presente nel territotio!!!
cherasco e’ e imarra’ sempre un idolo da cui trarre spunto!!
Grazie Anna per il tuo commento e, se ti fa piacere, continua a leggere gli articoli proposti da il Reporter. Buona settimana.