Sconsigliata a chi, oltre alla passione per i treni, ha anche problemi cardiaci. In più sarebbe giusto essere coscienti del rischio d’improvvisi stati di stupore prolungati. Queste sono le avvertenze per chi proseguirà su questa strada.
Una strada ferrata, un treno che ha il coraggio di spingersi fino a toccare i cinquemila metri d’altezza e il fuoco che arde nei cuori di chi fin da piccino ha sempre speso pomeriggi a guardare vagoni, imparando avidamente tutto ciò che una classica ferrovia italiana potesse mostrare.
Ma qui nulla è “classico”, qui si vive il sogno. Stiamo parlando, per ritornare a darci un contegno, della linea ferroviaria Pechino-Lhasa o di come altri fantasiosi scrittori l’hanno definita: “Il Treno del Cielo”.
Quarantaquattro stazioni, otto treni che la possono percorrere contemporaneamente e una tratta che copre da Xining, capitale della provincia cinese del Quinghai, a Lhasa, capitale del Tibet.
Iniziata da Mao Zedong, che si dovette arrendere alle scomode leggi della fisica, è stata completata solamente nel 2006 regalando al mondo un altro record architettonico: la ferrovia più lunga inscrivibile in un’unica tratta.
La Transiberiana infatti, anche se più estesa, non ha tratte superiori a duemila chilometri.
Questa invece tocca e supera i quattromila.
Carrozze pressurizzate e protette dai fortissimi raggi UV e trecentosessantuno vagoni trascinati dal diesel che attraversano la bellezza di sette trafori e quasi trecento ponti.
L’opera d’ingegneria poi è da capogiro: visto che il 50 per cento del tracciato poggia sul permafrost, onde evitare dissesti estivi, sono stati inseriti nel ghiaccio tubi contenenti azoto liquido e specchi per riflettere il calore proveniente dal sole.
Pare che però altre tecniche, maggiormente efficaci, siano in cantiere.
Lati negativi, ovviamente, esistono.
Primo su tutti l’incognita sismica che essendo alta in questa zona obbliga gli architetti a dover monitorare il terreno pronti a bloccare i convogli in caso di scossa.
Oltretutto ci si mettono anche gli animali che, naturalmente, non rispettano il progetto.
Non sono rare, infatti, le soste forzate per il passaggio delle Antilopi Tibetane.
Il resto si staglia sullo sfondo politico internazionale: paura per l’industrializzazione improvvisa di Lhasa in un ecosistema fragile e paura di un’invasione di emigranti in terra tibetana.
Il presidente cinese Hu Jintao, da canto suo, ha presentato l’opera come il trionfo dell’unità nazionale.
E il mondo capitalista non disdice il progetto comunista: la statunitense General Electric costruirà dieci potenti locomotori e la canadese Bombardier ha creato 361 carrozze adatte a tale sfida.
E i progetti di Pechino si fanno anche più ambiziosi.
Sono in cantiere treni turistici di lusso che promettono di attirare un milione di visitatori l’anno e treni merci per abbattere del 75 per cento il costo di trasporti.
Un affare, senza dubbio.
Uno spettacolo però anche per i nostri fragili appassionati cuori.
Che bello il treno del cielo.





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Fedeltà e menzogna.
E’ agire in poesia, farlo con cognizione sapendo non mentire, x quanto difficilissimo, almeno x mè. Facile sapendo mentire x la verità, moltiplicando così, ogni menzogna, forse il tuo concetto di fedeltà, pensando che abbino ad esserlo con té, essendo menzogna altrimenti, extramorale? X esserci degna la Pace?
Mi scuserà Francesco, ma non condivido per nulla il tono di quest’articolo, che sembra un’ode ad un’opera meravigliosa frutto della tecnologia e della tenacia cinesi.
In realtà la ferrovia non rispetta l’ambiente, non rispetta il popolo tibetano, che si vede giorno dopo giorno derubato del suo paese, destinato a diventare discarica di scorie cinesi e terra di sfruttamento…
i Tibetani stanno subento una colonizzazione forzata che porterà prima o poi alla loro scomparsa totale, nel loro Paese
Anch’io non credo il mondo avesse bisogno di questo ennesimo record cinese. E tantomeno il Tibet e i tibetani. L’ammirazione per il manufatto non può prescindere da un giudizio negativo sui suoi effetti. Che da quel che ho letto fino ad oggi, ma che emerge solo velatamente dall’articolo, sono di gran lunga superiori agli eventuali benefici.