La sorpresa viene dal sottosuolo. Spesso noi uomini siamo troppo intenti a sopravvivere alla luce del sole per ricordarci che la terra che calpestiamo è viva e disinteressata alla nostra sorte.
Ultimamente le prove sono sotto i nostri attoniti sguardi. Il terremoto in Cina, il ciclone Nargis in Myanmar hanno portato morte e distruzione senza chiedere il permesso a niente e a nessuno.
Come poi da sempre è e per sempre sarà: la Natura non si ferma. Oggi a farne le spese è la Patagonia, le sue Ande per la precisione, a 1200 chilometri da Santiago, vicino al confine argentino.
L’antico sonno del vulcano Chaiten si è interroto, dopo ben quattrocento anni di silenzio. La scena è stupefacente quanto preoccupante: dal suo cratere largo ottocento metri esce una colonna di fumo e cenere alta venti chilometri.
Quello che fa preoccupare gli studiosi locali è l’atipicità dell’evento.
Infatti il vulcano sta rilasciando poca lava e tanto gas che, liberandosi nell’aria, sparge una coltre bianca inquinante per fiumi, laghi ed irritante per occhi e sistemi respiratori.
Una partita che si gioca in diretta tra Cile e Argentina.
I più colpiti sono gli abitanti della cittadina cilena di Futaleufú, posta a 70 chilometri dal cratere, completamente sgomberati.
Un centinaio di chilometri ad ovest i loro colleghi argentini non stanno meglio.
Gli abitanti di Esquel però sono semplicemente barricati in casa, aspettando buone nuove.
Su tutto regna la scarsa cooperazione delle Protezioni Civili dei due Paesi.
Intanto crolla il turismo: nessuna compagnia aerea vuole rischiare di rovinare i motori a contatto con le sostanze rilasciate dal vulcano.
Su Ebay è già partita l’asta per comperare un “vasetto ricordo” contenente le ceneri.
Un euro a boccetta, in prima fila le maestre delle scuole elementari di Buenos Aires.
In tutto questo anche la sventura del nostro connazionale Luciano Benetton che in poco ha visto ricoperti di cenere i suoi ampi appezzamenti di terra comprati tempo fa a prezzi irrisori.
Terreni che i discendenti degli indios mapuche gli contestano d’aver illegittimamente recintato.
Infondo oggi la Natura si prende ciò che è solo suo.
Quando i soldi non possono comperare tutto.




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