Molti turisti, andando a Parigi, pensano di trovare nel Quartiere Latino, spagnoli, brasiliani e portoricani.
Nulla di più sbagliato, questo quartiere centrale della capitale francese prende il nome dal latino inteso come lingua degli antichi Romani.
Qui, infatti, ha sede la Sorbona, il più celebre ateneo di Francia nel quale, un tempo, era insegnata la lingua di Giulio Cesare e Cicerone, ecco l’origine dell’appellativo.
Ma oggi ancora questo quartiere, non lontano dalla Cattedrale di Notre Dame, è la “zona colta” della città.
Vi hanno sede, infatti, la Sorbona, con il corpo centrale e i due distaccamenti, l’Ecole Normale Supérieure (un ‘equivalente della nostra Normale di Pisa), una biblioteca e numerosissimi licei.
Non a caso, il Quartier Latin è stato uno dei centri nevralgici dei moti del Maggio 1968.
Vi si trovano numerose attrazioni turistiche (dal Panthéon, alle vestigia romane, ai bellissimi Giardini di Luxembourg, al Museo del Medioevo oltre alla già citata Università), ma non si tratta esclusivamente di un luogo di interesse culturale.
Proprio grazie alla popolazione giovane che lo frequenta, popolazione composta prevalentemente da studenti e intellettuali, il Quartiere Latino è anche meta di svago.
Vi sono raggruppati infatti locali, pub, bistrots e ristoranti a densità impressionante, è una classica meta del sabato sera dei giovani, parigini e turisti.
Locali di ogni tipo, moderni, ma anche più antichi, dal sapore quasi leggendario.
Come il Café de Flore o Les Deux Magots, meta, all’epoca, di intellettuali dell’Esistenzialismo Francese, come Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, che si recavano proprio in questi locali per discutere e redigere opere diventate ormai storiche.




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