Di origine medievale, inizialmente dominata dai veneziani, poi dai francesi, dagli inglesi, infine dai greci che la liberano dal potere turco nel 1912, è una pittoresca cittadina dal clima dolce, mite, carezzevole, lambita dalle acque del mar Ionio.
E’ Parga. Località della Grecia, nella regione dell’Epiro nord occidentale.
Raggiungerla è piuttosto semplice. Di solito, si arriva in traghetto da Corfù, dall’isola di Paxos e Antipaxos o dalla relativamente vicina Igoumenitsa.
La Grecia, stato europeo dal 1981, confina con l’Albania, la Repubblica di Macedonia, la Bulgaria, e la Turchia.
Parga, dalla forma ad anfiteatro, appare aggrappata ai morbidi pendii del monte Pezevolos adorno di ulivi profumati. Le baie e le spiagge, sia sabbiose, sia ghiaiose, sono una calamita per i turisti che la visitano.
A sormontarla e ad osservarla dall’alto c’è il suo antico castello veneziano, o meglio ciò che ne resta. Suggestivi ruderi da cui si gode una bella vista panoramica.
Un viaggio in questa zona della Grecia è un tuffo nel passato, nella storia, nella cultura, ma anche nella bellezza della natura, del mare scintillante e della prelibata cucina. E per gli appassionati di dolci, non mancano le leccornie, come i biscotti farciti di confetture e rivestiti da praline di cocco.
Qui, i colori predominanti sono il bianco immacolato e l’azzurro intenso. Le case, soprattutto sulle isole, sono tinte di bianco su una superficie grezza, mentre le porte e le finestre splendono di blu cobalto. Spesso, i tetti sono rossi.
Appaiono come elementi del tutto in armonia con l’ambiente. Fanno parte del paesaggio e lo perfezionano con la loro presenza discreta e, al tempo stesso, vivace.
I vicoli si arricchiscono di fiori, di colori allegri e le abitazioni sono a ridosso tra loro facendo a gara per mostrarsi, mentre nell’aria si diffondono le note del sirtaki, la popolare danza, conosciuta anche per il film “Zorba il greco”.
La città, negli ultimi anni, diventa cosmopolita e accoglie turisti di ogni parte dell’Europa e non solo. E’ il luogo ideale per le famiglie, per i giovani, per tutti, insomma. Ognuno trova a Parga ciò che cerca.
La tranquillità della cittadina, le sinuose spiagge, le lunghe passeggiate in centro, le botteghe tipiche che vendono di tutto, soprattutto oggetti, borse e ornamenti in cuoio, i siti archeologici, i numerosi ristoranti e i locali notturni. E, inoltre, rappresenta un punto di partenza per escursioni interne e gite sul fiume Acheronte, a est di Parga.
A largo di una delle minute spiagge, non troppo distante dalla zona del porto, si trova, addormentato sulle acque marine, un isolotto, eventualmente raggiungibile anche a nuoto. Su questo enorme “scoglio” si erge una chiesetta. Naturalmente bianca.
La presenza di luoghi di culto sparsi sulle isole è una costante della Grecia. Un modo per ingraziarsi l’imprevedibilità e la potenza del mare che, a volte, non lascia salvezza.
E la Grecia, soprattutto la Grecia di una volta, si dedica alla pesca in mare aperto.
Gli abitanti sono ospitali e cordiali. Molti parlano italiano, grazie alla vicinanza con il Bel Paese e al turismo, ma sicuramente quasi tutti conoscono la lingua inglese. Comunicare, quindi è semplice.
Parga. La romantica Parga. Al tramonto si veste di arancione e i raggi del sole si riflettono sulle sue case creando sfumature di colori, ogni giorno, nuovi.
Osservando il mare, la spuma bianca che muore a riva, sembra quasi che un bagliore solare all’orizzonte si trasformi in Venere che, come vuole il poeta Ugo Foscolo nella sua opera “A Zacinto”, nasce proprio da questo greco mar.





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Io ci sono stata tantissime volte……e la trovo assolutamente meravigliosa…Ci tornerò anche quest’anno a settembre mare fantastico ne vale davvero la pena ciao Gio
Ciao Giovanna, grazie per il tuo commento. Sono lieta che la Grecia ti piaccia così tanto, anch’io la trovo splendida. Alla prossima!
Potreste consigliarmi qualche posticino dove poter mangiare bene?
Ciao Giovanni,
personalmente a Parga si mangia bene un po’ ovunque e, in ogni caso, dipende molto dai gusti personali. Per quanto mi riguarda, ad esempio, ho assaggiato la “pizza” a Parga e devo ammettere che non ha incontrato il mio favore, ma è pur vero che non si tratta di una pietanza tipica locale. Ottimi invece i piatti di pesce, la mussaca, l’insalata greca con il formaggio feta e i biscotti al cocco, anche se molto dolci e ricchi di miele. Mi sapice non esserti maggiormente utile.
Buon viaggio e grazie per aver letto il Reporter..