Ave ave la montagna. Sulla catena montuosa delle Alpi Retiche meridionali, dove si trovano picchi di oltre tremila metri, sotto il gruppo dell’Ortles-Cevedale, ruscelli, boschi e natura fauna protetta fanno del Parco Nazionale dello Stelvio, incastonato fra Lombardia e Trenino-Alto Adige, una delle realtà naturalistiche più incantevoli di tutta Italia.
Centotrentacinquemila ettari si estendono su di un territorio di ventiquattro comuni e quattro province. Uno dei più antichi parchi naturali italiani, creato nel 1935 per preservare la ricca flora e fauna locale, e l’incomparabile paesaggio del gruppo Ortles–Cevedale, i cui due omonimi monti svettano a 3902 e 3769 metri di altitudine.
Fra le aree “occupate” dal Parco, c’è anche la Val Venosta (Alto Adige occidentale), uno degli spicchi italiani più incantevoli e dove la montagna è la legittima regina. Un viaggio dall’Ortler significa diventare testimoni di una montagna ghiacciaio. Significa attraversare le malghe e i giardini pensili, fino al fondovalle.
Un legame fra Cultura e Natura. Il centro nella Val Martello, “Culturamartell” ospita una mostra sulla vita contadina passata e odierna. In stretta collaborazione con la popolazione è stata creata una esposizione che vuole mostrare in tutti i suoi aspetti la vita e la sopravvivenza in valli di così elevata altitudine.
Arrivare a Prato allo Stelvio, piccolo comune della Val Venosta di poco più di tremila abitanti, è arricchito da “Aquaprad”, per un incredibile viaggio nella fauna acquatica locale. Un acquario-ruscello, con finestre sul paesaggio aperto e altri dodici acquari, mostrano i pesci nel loro elemento, da una prospettiva sorprendente e inusuale.
Fra le esperienze più memorabili che si possano fare nel Parco, il rientro dell’alpeggio nella Val Martello ai primi di settembre. Il tutto condivisibile con la ricca fauna del luogo, fra cui cervi, caprioli, camosci stambecchi (i re della montagna), volpi, marmotte, ermellini, scoiattoli, poiane, corvi imperiali, tassi e il “reintrodotto” gipeto (una razza di avvoltoio).
C’è un posto anche per me in questo mondo antico? Nuove creature del bosco hanno già trovato un modo nuovo per allattare i miei pensieri. Il mio risveglio al miele è stato investito da una dedizione che l’immaginazione da sola non avrebbe saputo trovare. Mi guardo intorno. C’è molto di più di orme lasciate dalla Vita.




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