Il suo fascino ha sedotto e ispirato numerosi poeti e scrittori, per citarne alcuni tra i più famosi: Aleksandr Pushkin, Boris Pasternak. Qui sono nati la grande poetessa Anna Achmatova e lo scrittore Isaak Babel’, che nei suoi “Racconti di Odessa” ne ha esaltato la bellezza.
Odessa è sempre stata una città cosmopolita, ecco come la descriveva A. Pushkin nel suo Eugenio Oneghin: “..La tutta l’Europa alita respira, al sud tutto risplende e fiorisce. Diversità viva. La lingua d’oro d’Italia suona in strada allegra dove cammina fiero lo slavo, il francese, lo spagnolo, l’armeno, il greco e pesante il moldavo, il figlio della terra egiziana, il corsaro in pensione..”. Questa sua aria cosmopolita è tuttora percepibile.
Chi si aspetta di vedere in Odessa la tipica città di stile sovietico con grandi palazzi rettangolari, ampi spazi con monumenti inneggianti al socialismo, probabilmente rimarrà deluso.
A Odessa il vecchio si coniuga col nuovo, tra le sue vie sono riconoscibili diversi stili architettonici: dal neoclassico, al liberty, al moderno. Le cupole delle sue chiese ortodosse e i bassi edifici dai colori tenui lungo i suoi viali ombrosi, contribuiscono a renderle un’atmosfera del tutto particolare. Gioiello architettonico della città è il magnifico Teatro dell’Opera costruito verso la fine del 1890 dagli architetti F. Felner e H. Helmer.
Chi giunge ad Odessa in treno, una volta uscito dalla stazione ferroviaria e imboccato uno qualsiasi dei viali alberati che si trovano di fronte, si ritroverà, dopo una passeggiata di circa 2 km., in centro e in prossimità del porto. Odessa possiede una struttura urbanistica a griglia con lunghi viali che si intersecano ad angolo retto.
Il cuore di Odessa, non distante dal porto, è sicuramente via Deribasovskaya dal nome del generale De Rybas che fu uno dei suoi costruttori. La via è una lunga isola pedonale circondata da eleganti edifici: ristoranti, caffè, vetrine.. negozi sempre molto animati.
L’altra isola pedonale, è boulevard Prymonsky; un ombroso viale alberato che inizia dal Palazzo del Municipio, davanti al quale si erge il busto di Pushkin, fino all’inizio della parte alta della famosa Scalinata Potemkin, dove è posta la statua dedicata al duca Richelieu (un aristocratico francese fuggito dal suo paese durante la rivoluzione), il primo governatore della città.
La Scalinata Potemkin è sicuramente il monumento più rappresentativo di Odessa.
Questa gigantesca opera architettonica, che va dal viale sulla sommità della costa fino al mare, è divisa in 10 banchi da 20 gradini ciascuno. Progettata dall’architetto italiano Francesco Boffo, venne edificata tra il 1837 al 1841 su richiesta del principe Vorontsov (terzo governatore della città) come regalo a sua moglie.
Oggi la scala conta solo 192 gradini a causa dell’espansione del porto sottostante. La sua lunghezza è di 142 m., per ciò che concerne la sua larghezza, è più larga alla base (21.7 m.) rispetto alla sommità (12,5 m.); il risultato è un effetto visivo per cui, se vista dall’alto pare aver la stessa larghezza fino al fondo, se vista dal basso, si ha la sensazione di risalire una cascata di gradini.
È diventata famosa per la celebre scena del film “La Corazzata Potemkin” di Sergej Eisenstain che s’ispira alla rivolta dei marinai dell’omonima corazzata contro le truppe dello zar, nella rivoluzione del giugno 1905.
Continuando il percorso di fronte alla sommità della Scalinata, si arriva in piazza Yekaterynynska, dove è posta la statua di Caterina la Grande. Caterina II (la Grande) fondò la città alla fine del XVIII secolo dopo che il suo amante, il generale Grygory Potemkin strappò ai turchi la fortezza di Hadjibay che sorgeva sul posto.
Odessa, come tutte le località di mare, durante la stagione estiva diventa un importante meta per miglia di turisti, soprattutto ucraini e russi. In tal periodo può vantare anche un’eccitante vita notturna. I night club e le discoteche si trovano soprattutto nella zona della spiaggia “Arkadia”, nonostante ciò, la mia impressione è che la città vada vissuta specialmente di giorno.
Il visitatore può svagarsi anche semplicemente passeggiando per le vivaci vie del centro, soffermandosi tra i numerosi caffè o tra i mercatini nei giardini pubblici dove tra le bancarelle si può trovare veramente di tutto.





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Grazie per un articolo interessante! Habito a Odessa e penso che c’e tanto trace italiani , non solo a Crimea.