A nord della strada tra Samarcanda e Bukhara, in Uzbekistan, stato dell’Asia centrale, si stagliano i monti Nurata ai cui piedi si trova l’omonima cittadina. Modesta di dimensioni e d’aspetto, è però molto rinomata per i suoi tipici tappeti suzani. Interamente realizzati a mano e dai colori sfavillanti che richiamano disegni circolari, sono il biglietto da visita di questa località.
Nurata è tranquilla e semplice, poco distante dalla regione desertica e dal nulla. I bambini giocano per strada, lungo vicoli in terra tra le piccole bancarelle che offrono di tutto e i venditori di te’ alla menta. Attrazione singolare di Nurata è la fortezza di Alessandro Magno, re macedone, posta su una piccola collina a dominare la città.
Alle spalle della fortezza, lungo un percorso preciso, si trovano le antiche incisioni rupestri dell’età del bronzo, mentre la parte bassa dell’edificio ospita la vasca in cui nuotano centinaia di trote, addossate le une sull’altre. Tutto attorno, una moschea e un caravanserraglio completano la scenografia. La vasca sorge sull’antica Sorgente di Chashma.
Secondo la leggenda, Hazrat Ali, genero del profeta Maometto conficcò il suo bastone nel terreno, proprio in questa zona, e da questa azione prese vita la sorgente. I pesci che vivono qui sono, infatti, considerati sacri e si nutrono grazie ai minerali contenuti nell’acqua della sorgente e dei vari canali di alimentazione.
Salendo sempre più in alto sulla collina, il cui ambiente è piuttosto grezzo e il tragitto un po’ impervio, si notano dei piccoli alberi, tronchi sottili ai cui rami sono legati dei nastri colorati. Ondeggiano al vento come minute bandierine. La gente del posto crede che legando un lembo di stoffa ad un albero, il proprio desiderio si avveri.
E’ un’usanza molto vecchia, ma che si conserva inalterata nel tempo. Gli alberi, a Nurata, non sono solo alberi, ma scrigni di sogni da conservare fino alla loro realizzazione. E, in fondo, qui tutto ha un po’ il sapore della magia. Lo stesso nome di Nurata pare derivi dalla parola luce che i suoi abitanti, in passato, trovarono potendo stabilirsi in questo luogo, una volta privo di acqua.




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bellissimo
Grazie Elida. Mi fa piacere che l’articolo sia di tuo gradimento.
Ciao Monica, sono rientrata da poco dall’uzbekistan e il mio cuore è intriso di emozioni. Leggendo il tuo articolo mi sono commossa; sei riuscita a trasmettere l’atmosfera del luogo in modo ineccepibile!
….Gli alberi, a Nurata, non sono solo alberi, ma scrigni di sogni da conservare fino alla loro realizzazione
BELLISSIMOOOOO!
Maria Teresa
Ciao Maria Teresa e grazie 1000 x il tuo commento. Mi fa piacere x il tuo viaggio in Uzbekistan e soprattutto per le tue belle parole, è una vera gioia (e anche di +) pensare di essere riuscita a commmuovere un lettore.