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Nella città dell’ambra nera - foto : Venditore di ambra nera turca di Erzurum © Monica Genovese
Venditore di ambra nera turca di Erzurum © Monica Genovese

Nella città dell’ambra nera

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Turchia, terra bellissima e contraddittoria. Occidentalizzata e cosmopolita nella zona che abbraccia Istanbul, povera, arretrata, tradizionalista e fortemente islamica nel suo cuore orientale, quello più vicino ai confini con l’Iran, l’Iraq e l’Armenia.

Situata nell’Anatolia orientale, a ridosso del confine con l’Armenia, si trova Erzurum. Città capoluogo dell’omonima provincia. Situata su un altopiano rosso ocra, ad oltre 1900 metri sul livello del mare. Altitudine nonostante la quale, d’estate, non spira nemmeno un alito di vento fresco. Il caldo incombe come una spada di Damocle sulle teste dei viaggiatori che si addentrano in questa parte del Paese.

E l’inverno è così rigido da raggiungere frequentemente temperature molto al di sotto lo zero e consentire ai turisti di sciare sulle piste innevate del monte Palandöken.

E’ ricordata per il coraggio difensivo dimostrato dalle donne turche durante l’attacco russo nella guerra russo-turca di fine Ottocento. E lo stesso leader politico Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della moderna Repubblica, qui profondamente rispettato, prende la cittadinanza onoraria a Erzurum, riconosciuta come un luogo di importanza militare, data la sua posizione geografica.

Insomma, un città ricca di storia e di un passato ancora oggi vivo di cui i turchi parlano sovente. Ma la città, almeno quella non moderna ricca di ampi viali e di strade alberate, si presenta disordinata, caotica e frenetica come molte località orientali di questo Stato.

La miseria traspare facilmente. Le donne qui mostrano, a mala pena, il volto che, il più delle volte è celato dal burqa nero. Sono, soprattutto le anziane ad indossarlo.

Nelle zone periferiche, le abitazioni sono simili a baracche con vecchi elettrodomestici abbandonati all’esterno o lungo i vicoli.

I bambini giocano fuori dalle case e mostrano, incuriositi alla vista di qualche straniero, i loro occhi chiari, azzurri, come quelli di molti turchi, retaggio di antiche dominazioni (urriti, sciiti, medi, parti, persiani, romani, bizantini) e della vicinanza ad altri Paesi che fanno di Erzurum un crocevia di scambi commerciali.

Una delle principali attrattive di questa località è il suo ampio mercato coperto il cui soffitto è realizzato a piccole volte. Non distante dal centro, è una struttura dai lunghi e stretti corridoi al cui interno si scopre un mondo nel mondo.

Numerose botteghe, molte di dimensioni talmente piccole da consentire l’accesso solo a tre, quattro clienti alla volta al massimo, animano il mercato cittadino. E l’unico tipo di merce in vendita è la tipica e bellissima ambra nera.

Una caratteristica della Turchia orientale. Piccoli gioielli della natura. Resina fossile, in pratica. Permeata a qualsiasi forma, i venditori la propongono come ornamento alle collane, come ciondoli, incastonata negli anelli e, soprattutto come fili di perle di ambra per le preghiere musulmane.

E il costo, almeno per gli stranieri, abituati all’euro, è considerevolmente basso. La lira turca, infatti è una moneta dallo scarso potere di acquisto.

Difficilmente in questa parte del Paese le persone conoscono l’inglese o altre lingue europee. E’ più facile che si aspettino un viaggiatore in grado di comunicare in turco o in curdo, ma la mimica viene incontro ad ogni esigenza e fare acquisti non diventa un problema.

I venditori del mercato di ambra nera sono cordiali e desiderosi di fare affari, perciò riescono sempre a trovare il modo per farsi comprendere.

Ma ad Erzurum la visita non si conclude se non carpendo i segreti delle sue madrasse, le scuole coraniche, in questo caso riservate ai soli maschi di buona famiglia, di Ulu Cami, la Grande Moschea del 1179, delle mura bizantine, del museo Ataturk, ovvero la casa dove vive per più di 50 anni, e dei tanti monumenti del periodo selgiuchide. E’ una città la cui storia si data già al quattromila a.C.

Erzurum è un viaggio nell’antica Turchia. Nel cuore dell’Anatolia.

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2 commenti a “Nella città dell’ambra nera”

  • frani alle ore 3:07 pm scrive:

    possiedo due leoni in ambra nera lunghi 15 cm e alti 4 cm, più una tigre
    di eguali dimensioni, su base legno di sandalo?.
    vorrei poter sapere se la provenienza è turca o almeno locale allargata.

  • Monica alle ore 9:33 am scrive:

    Ciao Frani,
    mi spiace, ma non sono in grado di dirtelo. La zona della Turchia di cui si parla nell’articolo è tipica dell’ambra nera, ma non so se i tuoi due leoni provengano a lì, probabilmente si.

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