Milano, il Castello Sforzesco © Clspeace
L’asfalto sotto i miei piedi si sta liquefacendo. Il miraggio che inseguo in questo bollente sabato pomeriggio milanese si chiama refrigerio: l’unico modo è raggiungere il prima possibile gli zampilli che l’enorme fontana di fronte al Castello Sforzesco sta sbuffando. Un vociare gioioso di ragazzini, che si schizzano addosso l’acqua festeggiando la fine delle scuole, mi mette di buon umore.
Nonostante la colonnina di mercurio indichi una temperatura troppo alta per questo periodo dell’anno, un drappello di persone si sta raccogliendo davanti all’ingresso dell’edificio per iniziare il giro turistico guidato. Sono nata e vivo a Milano da 26 anni eppure, rifletto, spesso passo attraverso la corte del Castello senza mai pensare che una volta questa reggia accolse personaggi leggendari come Leonardo Da Vinci.
Il gruppo sta varcando la soglia. Ho deciso: starò un po’ defilata, ma anche io voglio conoscere qualcosa di più di uno dei simboli della “mia” città. Un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta di una delle culle civiltà italica.
Il nucleo centrale della costruzione venne edificato tra il 1360 e il 1370, per volontà degli allora Signori di Milano, i Visconti. Da Gian Galeazzo arrivando all’ultimo erede della dinastia, Filippo Maria, la residenza ha subito mutazioni di vario tipo.
La severa architettura iniziale fu poi ingentilita, a partire dal 1450, dall’arrivo in città del nuovo Signore, Francesco Sforza, sposo di Bianca Maria Visconti: una Torre d’ingresso rivolta verso la città, progettata dal Filarete, e quattro torrioni rotondi agli angoli delle mura. La facciata in direzione dell’attuale Parco Sempione assumerà i connotati di una vera Corte, affiancata dal complesso quadrato della Rocchetta.
Con Ludovico il Moro, l’opera verrà completata dall’elegante Ponticella, ala affacciata sul fossato esterno. Inoltre, la Sala delle Asse sarà riccamente decorata da affreschi e il Castello vivrà il suo massimo momento di splendore, grazie all’arrivo a corte di personalità di spicco del mondo rinascimentale, da Leonardo a Bramante.
Nel 1499, alla morte del Moro, inizia un lungo periodo di saccheggi e distruzioni che culminerà, nel 1521, con l’esplosione della Torre del Filarete, adibita all’epoca a deposito munizioni. Con la conquista spagnola il Castello riprenderà a crescere, grazie a una fortificazione a stella, che lo renderà quasi inespugnabile. Seguiranno però ancora anni difficili per la vecchia residenza sforzesca: in epoca napoleonica il castello diventerà addirittura alloggio per le truppe francesi, con le sale della Corte adibite a scuderie.
Povero il mio Castello, letteralmente dalle Stelle alle stalle! La guida si interrompe per prendere fiato e farci fare una pausa: la sua rievocazione è stata così avvincente, che non mi sono resa conto di quanto ho camminato.
Il sole sta lentamente tramontando, le tenebre calano e si crea la giusta atmosfera per iniziare la seconda parte del mio viaggio, alla scoperta degli storici residenti del Castello. (1. continua)
"Manuale dell’imperfetto viaggiatore" di Beppe Severgnini - Rizzoli, 2001

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