La costa ligure, stretta, frastagliata, affascinante e suggestiva è un susseguirsi di paesini, borghi, cittadine di villeggiature che offrono l’odore dello iodio marino, misto al profumo delle montagne che sovrastano la Liguria. Terra dal clima temperato che addolcisce gli inverni e rinfresca le estati con la sua piacevole brezza soffiata da Nettuno.
Poco distante da Sanremo, capitale della canzone italiana, in provincia di Imperia, si trovano alcuni paesini, due in particolare attirano l’attenzione dei viaggiatori e dei vacanzieri. Ospedaletti e Bordighera. Qui, in questa zona, si dice che il clima sia il più mite di tutta la Riviera dei fiori.
Minuti e adornati dalla fitta vegetazione sub tropicale, alberi svettanti verso il cielo, ulivi, limoni e palme dalle fronde ampie, quasi a voler abbracciare il mare. Fiori colorati e giardini si accompagnano al lungomare. Così appaiono.
I bagliori luminosi del sole rendono argentee le acque, la risacca è un continuo fruscio del mare contro gli scogli, come il movimento di un’antica veste femminile, ricca di nastri e di lustrini. Verso sera, perle bianche e lunari si adagiano sulle onde azzurre che circondano la costa. Il panorama è una cartolina immutata nel tempo.
Bordighera, nata nel V secolo circa, vanta una delle passeggiate più belle che una stazione balneare possa desiderare. Ampia, lunga. Da un lato i giardini pubblici, dall’altro il mare, i suoi lidi, gli ombrelloni dei vari bagni, tutti in fila ordinate, piccoli ristorantini, locali notturni.
Bambini in bicicletta, mamme che spingono il passeggino, coppie di innamorati che camminano mano nella mano e gabbiani che planano leggeri sul filo dell’acqua in cerca di cibo.
E’ una bellezza d’altri tempi che ha il sapore di antichi ricordi fanciulleschi, come se questo luogo sia, da sempre, di chiunque lo desideri. E’ la leggiadria di un sospiro. Il respiro profondo con il quale si fa scorta del profumo salmastro del mare.
Ospedaletti, invece risale al XIV secolo, voluta da un nobile provenzale, il quale, in seguito ad un nubifragio, approda su queste spiagge e, grato d’esser scampato alla furia del mare, costruisce un ospizio, donde forse il nome Ospedaletti, per fornire assistenza ai pellegrini che, attraversando la Liguria, raggiungono la Terra Santa.
Il borgo, che negli anni addietro, è frequentato da nobili russi per ristorarsi grazie all’atmosfera salutare, accoglie uno degli edifici più spettacolari e singolari della regione. Una meraviglia di architettura, oggi abbandonata all’incuria. E’ l’ottocentesca villa La Sultana che, nel 1911, ospita il primo casinò italiano, chiuso nel 1925 per regio decreto.
E’ il periodo della Belle Epoque, della nobiltà, del fasto, dei saloni addobbati con sfarzo, del lusso, delle dame in abiti da gran serata e piume di struzzo, dei cavalieri in smoking scuro e sigaro in bocca. E’ il periodo del gioco, delle lunghe notti.
La Sultana, affacciata sul mare, gode, grazie alla sua posizione in alto rispetto alla strada principale, di una superba vista ed è racchiusa, come in uno scrigno, dalla incolta vegetazione di un parco che conta quattordicimila metri quadri. Le piante la celano al resto del mondo e serbano tra i loro rami il suo aspetto rinascimentale con tocco francese, sperando che l’incedere del tempo la risparmi.





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