Febbraio 1826: con la fumante ciminiera del battello a vapore Verbano, ebbe inizio la storia della navigazione sul lago Maggiore. L’impresa, acclamata dalla stampa, parve addirittura rivoluzionaria agli spettatori dell’epoca, abituati soltanto a sognare i grandi piroscafi che navigavano gli oceani.
Il successo non si fece attendere. Nel 1904 fu varato il Piemonte, conosciuto anche come “Regina Madre”, mitico piroscafo, così bello ed imperioso da essere oggetto di orgogliosa ammirazione da parte dei lacustri durante i giorni di festa.
Lo stile liberty dei suoi interni è tutt’ora integro, merito anche delle cure meticolose degli addetti alla manutenzione. Avendo la fortuna di percorrere la strada che costeggia il lago, in occasioni particolari, è ancora possibile ammirare l’elegante profilo del “Piemonte” con la stessa emozione che si prova ammirando un bel quadro antico.
Con gli anni sessanta dell’ottocento, il Lago Maggiore divenne interamente italiano (e svizzero). Innocente Mangili, lungimirante imprenditore milanese, divenne affidatario della neonata “Impresa di Navigazione sul Lago Maggiore”.
Lo sviluppo della flotta e l’ affermarsi del turismo, esteso ora a larghi strati della popolazione, fecero la fortuna di Mangili e dei suoi discendenti. Il traforo del Sempione, poi, inaugurato nel 1905, condusse sul Maggiore una nuova e relativamente facoltosa clientela estera, a tutto vantaggio della società di navigazione.
Le note dolenti arrivarono con lo scoppio del primo conflitto mondiale. Carenza di personale, chiamato forzatamente alle armi, e scarsità di combustibile segnarono il fallimento dell’impresa di Mangili.
Nel 1923 l’azienda si trasformò in “Società Subalpina Imprese Ferroviarie”. Prese il via un massiccio programma di rinnovamento con ingenti investimenti di capitale. L’introduzione di nuovi motori alimentati non più a legna ma ad olio pesante, diminuì, di conseguenza, buona parte del personale necessario al funzionamento delle imbarcazioni.
Oltre al miglioramento della flotta esistente, vennero acquistate diverse motonavi ed i primi traghetti. Questi ultimi furono particolarmente apprezzati da coloro i quali erano soliti percorrere lunghe tratte stradali per andare da sponda a sponda. Non va dimenticato, infatti, che il perimetro costiero del Maggiore misura circa 170 km.
Il secondo conflitto mondiale stravolse la buona salute dell’azienda, la quale, malgrado i diversi affondamenti da parte di unità aeree alleate, sopravvisse fino al 1948. Successivamente, subentrò una gestione di tipo commissariale. Tanto di moda ai giorni nostri, rappresentava una novità all’epoca.
Nel 1957 la navigazione del lago Maggiore divenne governativa a tutti gli effetti, affidandone le competenze al Ministero dei Trasporti. La nuova società venne chiamata “Gestione Navigazione Laghi”, comprendente non soltanto il Maggiore, ma pure i laghi di Como e di Garda.
La nuova gestione, disponendo di ingenti risorse finanziarie, diede inizio ad un grande potenziamento della flotta, introducendo, sulla tratta Laveno – Intra, diversi nuovi traghetti bidirezionali adibiti al trasporto di autoveicoli, nuove motonavi e motoscafi.
In anni relativamente recenti vennero introdotte delle nuove tipologie di imbarcazioni, le quali, pur non rappresentando una novità assoluta, furono comunque un piccolo traguardo nella navigazione lacustre. Aliscafi e catamarani, da un ventennio a questa parte, solcano le acque del Maggiore, sfrecciando anche verso la sponda elvetica del lago.
Ampliata nel corso degli anni, la flotta si compone attualmente di 27 imbarcazioni, e l’offerta della società di navigazione arriva ad offrire, tramite noleggio, perfino crociere private, ideali per meeting aziendali o matrimoni.
Ultimamente l’afflusso di passeggeri è diminuito, forse a causa di prezzi non propriamente popolari, specie in quest’epoca di incertezze finanziarie. Malgrado ciò, sono ancora in molti a subire il fascino di un viaggio sul lago.





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