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Napoli, la città dove si curano le bambole - foto : Naschmarkt The Lost Puppets © Sepperer Markus
Naschmarkt The Lost Puppets © Sepperer Markus

Napoli, la città dove si curano le bambole

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Comparse approssimativamente nel 2000 a . C. nell’antico Egitto. In terracotta o in legno dalle fattezze di individui adulti, solitamente molto colorate.

Sono le bambole. Oggetto di gioco, di interazione, ma anche di femminilità, simbolo della donna e specchio dei cambiamenti dei costumi.

Bambine di oggi, di ieri e di domani, di qualsiasi Paese giocano con le bambole. Le portano ovunque, le vestono, le adornano, attribuiscono loro un nome, le rendono “vive”, ma quando una bambola si rompe, cosa succede?

Pianti, urla, amarezza, disperazione come solo un bambino deluso può esprimere. Questa la prima reazione. La riparazione è, invece, la conseguenza immediata.

Ma non una riparazione industriale, standard oppure una sostituzione. Ma un vero e proprio pronto intervento su misura.

Se gli individui vanno in ospedale a ricevere cure, altrettanto fanno le bambole. Di pezza, di porcellana, di legno, di plastica. Vecchie, antiche, nuove. Non ci sono limiti.

Non importa se sia il braccino ad essersi rotto o la gamba, o se magari si sia staccata la testa.

Il luogo per eccellenza in cui far curare la propria “amica” è l’ospedale delle bambole di Napoli.

Sito nel centro storico della bella città di pulcinella, nella zona definita decumano, ma più popolarmente detta la “via dei pastori”, in via San Biagio dei Librai.

E’ il fulcro degli artigiani che realizzano i magnifici pastori natalizi e le sculture dei personaggi noti partenopei come Totò, Eduardo De Filippo, Massimo Troisi, ma anche di uomini politici italiani.

Tutto è qui. Concentrato in queste strette stradine.

L’ospedale delle bambole appare, come dal nulla, piccolo, in mezzo ad ogni cosa ci sia a Napoli. Dall’esterno, si nota la vetrina stracolma di bambole, oggetti di complemento, vestiti, pizzi, merletti, ombrellini per le bambole antiche dai lunghi boccoli.

L’interno è semplice, ma dal sapore del passato. Mille e più bambole in legno, marionette, statuine, fermi in attesa della loro cura. L’atmosfera sa di tempo andato, sa di armonia, sa di fantasia.

Nell’immaginario infantile, questo ospedale non è un negozio di sapienti artigiani dove si usano colla, forbici, attrezzi per le riparazioni.

Nell’immaginario infantile, questo luogo è un vero e proprio ospedale con tanto di lettini, di infermieri con enormi siringhe, medici e pazienti, solo apparentemente inanimati.

E’ pura magia. Quella che non ti abbandona quando cresci, quando l’età anagrafica ti dice che è ora di maturare. Qui si può non diventare grandi. Si può, si deve restare bambini.

L’ospedale delle bambole è una delle realtà più antiche di Napoli. Conta circa cento anni e si tramanda di generazione in generazione, proprio come si faceva una volta con la professione di famiglia. Ancora oggi è così.

Non stupisce affatto. L’incedere inclemente del tempo è rallentato, deformato. E’ come incastrato in una bolla d’aria.

Nel 2000 nasce anche il progetto di realizzare il museo dell’ospedale delle bambole che raccoglie, cataloga ed espone numerosi oggetti d’arte ludici.

Il museo, la cui sede sarà accanto alla bottega da cui trae ispirazione, rappresenta un patrimonio culturale di tutti, un modo attraverso il quale osservare la propria epoca prendere forma. La forma di un gioco.

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LIBRI

Scampia trip

"Scampia Trip. Restare e (R)esistere a Scampia" di De Cataldo, Braucci, Sanzone, Corona, Cerullo, Esposito La Rossa, Valletti, Emma, Ferulano, Pierro, Varriale, Verde, Vicario, Zoppoli, Malinconico, Bifulco, Manganiello - ND, 2010

Napòlide

"Napòlide" di Erri De Luca - Libreria Dante & Descartes, 2006



9 commenti a “Napoli, la città dove si curano le bambole”

  • Stefano Mastrogiovanni alle ore 11:28 am scrive:

    Gentilmente sarei interesato a conoscere un negozio dove portare una banbola degli anni 40 che necessita una riparazione

    Stefano

  • Monica alle ore 12:27 pm scrive:

    Buongiorno Stefano, se risiedi a Napoli, o nei dintorni, sicuramente il negozio di cui hai bisogno è quello descritto nel mio articolo. Si trova all’inizio della strada di San Gregorio Armeno. E’ piccolo, all’apprenza un po’ angusto…..ma se non 6 di Napoli, allora mi permetto di consigliarti di telefonare (credo che tu possa rcuperare abbastanza facilmente il n. telefonico on line) al suddetto negozio napoletano e lì chiedere all’artigiano,di indicarti qualche suo collega nella zona di tua residenza. Sono certa che la tua preziosa bambola sarà affidata in mani capaci e tornerà all’antico splendore. Complimenti.

  • alberta alle ore 6:51 pm scrive:

    buon giorno. scrivo mda Torino ed ho un bambolotto Cicciobello al quale ho rotto il collo.
    per cortesia, conosce qualcuno nella mia città che potrebbe aiutarmi?
    conosco il suo negozio, ci sono venuta personalmente qualche tempo fa.
    mi può dare una mano per trovare qualcuno che possa aggiustarmi il mio cicciobello?
    grazie in anticipo e un saluto a lei e a Napoli
    alberta

  • Monica alle ore 6:20 pm scrive:

    Buongiorno Alberta, conosco Torino, ma francamente non so se ci sia un negozio del genere. In ogni caso farò una breve ricerca in internet e chiederò in giro….se avessi un riscontro positivo alla mia ricerca, lo scriverò in un commento all’articolo “Napoli, la città dove si curano le bambole”, in modo che possa leggerlo. Spero davvero che il suo Cicciobello (lo avevo anch’io da piccola) si possa riparare.

  • Monica alle ore 10:55 am scrive:

    X ALBERTA: Buongiorno Alberta, come promesso, ho fatto una breve ricerca in merito ai negozi di bambole a Torino. Devo dire che, purtroppo non sono stata fortunata, in quanto ho trovato solo un link che rinvia ad un negozio di Milano: http://www.clinic-of-toys.com.
    Ad ogni modo, forse potrebbe telefonare a Milano o al negozio di Napoli e chidere direttamente ai gestori se conoscono qualche collega artigiano nella sua zona di residenza, oppure potrebbe chiedere se è possibile effettuare la riparazione della bambola spedendola per posta o per corriere. Immagino che sarebbe un po’ costoso, ma trattandosi di un Cicciobello e non di una bambola molto antica, forse il costo non sarebbe esoso. Mi auguro di esserle stata un pochino d’aiuto. Se dovessi avere ulteriori informazioni, non esiterò a comunicargliele nello stesso modo.

    Il Reporter è un giornale che tiene molto ai suoi lettori e si augura di essere interessante, piacevole, ma anche utile. Grazie per il suo interessamento, continui a leggerci e buona giornata.

  • www.clinic-of-toys.com---francesco alle ore 5:32 pm scrive:

    Salve a tutti, clinic-of-toys NON e’ asolutamente un negozio, qui non si compra enon si vendono giochi e giocattoli, li si ripara soltanto e da 37 quest’anno, direi che mi pregio di farlo, in quanto il laboratprio e’ attrezzato professionale, ma e’ privato e rigorosamete amatoriale, come lo spirito che lo guida. Per altre info su di me ovviamente nel sito, ma se puo’ interessare, oltre ai musei tratto molto volentieri il privato; lavoro in Lombardia, vicino a Codgno ( Lodi), per la distanza no problem, leggere su spedirmi-ricevere, l’unico neo sono i tempi, invero sempre lunghetti e si sta sempre in coda pazientemente, diversamente non speditemi nulla per favore. Grazie dell’ospitalita’ del sito, e della segnalazione, si cerco di essere all’altezza… VIVA il gioco allora !!! difendiamolo.

  • Monica alle ore 5:41 pm scrive:

    Ciao Francesco.
    Si, in effetti ciò che interessa alla nostra cara lettrice Alberta è la riparazione di una sua bambola, non l’acquisto o la vendita, come hai potuto leggere. Spero che Alberta veda questa commenti, in modo da poter ricevere info utili in merito e salvare la testa del suo Cicciobello!!!!
    A noi fa piacere essere a disposizione, quando possiamo, dei lettori.
    Grazie x averci scritto.

  • gianfranca alle ore 12:08 pm scrive:

    Complimenti!
    Il tuo articolo sulle bambole è un’incursione nel cuore di chi lo legge.
    Mettendo la tua anima nell’oggetto che ne è privo hai dato vita ai miei ricordi sopiti dal tempo.
    Sei una scrittrice di fiabe per bambini?
    Ciao Gianfranca

  • Monica Genovese alle ore 10:27 am scrive:

    Ciao Gianfranca. Grazie 1000 x il tuo commento. A dire il vero non ho mai scritto fiabe x bambini, se non quando mia nipote ha compiuto un anno e le ho dedicato un paio di storie (senza pubblicarle), ma lei è ancora troppo piccola x leggere! ad ogni modo, non si sa mai, potrei sempre provare….!

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