Elegante, raffinata, preziosa e pretenziosa. Come una donna che si imbelletta, e adorna ogni ciocca di capelli con ornamenti regali, pronta per il ballo a corte. Così appare Nancy. Oltre trecentomila anime, nella bella terra di Lorena, a nord est della Francia.
La città riesce ad ammaliare con il suo fascino antico e moderno insieme, ricca di sfavillanti vetrine nelle vie commerciali, ex capitale dei duchi di Lorena, opulenta e magnificata da ogni viaggiatore. E’ la casa dell’art nouveau che insegna ad apprezzare la bellezza anche negli oggetti di uso comune.
Ampia, luminosa, ordinata, si può percorrerla a piedi o con i mezzi pubblici senza sosta, in lungo e in largo osservando ogni angolo, ogni prospettiva. L’unico ostacolo è rappresentato dalle poche ore di luce, soprattutto in inverno. Ma Nancy, è per tutti e nel cuore di tutti, la città del lusso per la sua place Stanislas. Un tripudio all’eccesso e al neoclassicismo. Un tripudio alla potenza della bellezza. Incontrastata.
La curiosità è tale che, nei pressi della piazza, il passo si affretta, in quanto si avverte la luminosità del luogo già a distanza. A place Stanislas si accede da una delle sue storiche porte. Una volta entrati, sembra di avere compiuto un passo nella direzione di un mondo fantastico. Un’altra dimensione. Svaniscono le auto, i rumori di fondo, i turisti che scattano le foto ricordo. Svanisce il tempo, lo spazio. C’è un’unica dimensione. Quella dello stupore.
Ed è la sensazione che accomuna chi va, per la prima volta, a place Stanislas, patrimonio Unesco. Duecentocinquantatre anni ben portati, questa piazza-capolavoro è una delle più belle di tutta Europa.
Deve il suo nome all’illuminato duca polacco Stanislaw Leszczynski di Lorena la cui scultura è collocata al centro della piazza. Di forma circolare, molto vasta, accoglie all’interno delle sue porte, l’Hôtel de Ville, ovvero il municipio cittadino, il teatro e le spettacolari porte in ferro battuto dorato. Gioielli incastonati nella scenografica piazza.
Le porte appaiono come luce pura sotto il tiepido sole invernale, uno scintillio che abbraccia place Stanislas. Davanti alle porte si trovano le fontane rococò che, causa le basse temperature, creano bizzarri giochi di ghiaccio, belletti di acqua immobile che ha perso la forza di scorrere e vuole adagiarsi sulle sculture delle fontane. Lo stesso gettito d’acqua diventa scultura, opera d’arte.
Ed è ciò che rappresenta questa piazza, una vera opera d’arte che racconta di grazia, di armonia, di ricchezza. Persino i lampioni sono eccentrici e dorati. Ogni cosa si riflette nella semisfera di acciaio, posta accanto alla statua per variare la prospettiva. Tali sfere si trovano un po’ ovunque a Nancy.
Scrutando il settecentesco Arc de Triomphe di Nancy, adiacente a place Stanislas, si apre la tranquilla place de la Carrière, un tempo arena di giostre e di corse di cavalli, oggi parzialmente adibita a parcheggio di auto. Un lungo viale ombreggiato da filari di tigli accompagna il visitatore alla porta rococò in ferro battuto dorato, e da lì al Parc de la Pépenière, un delizioso giardino con un piccolo e grazioso gazebo in ferro, un caffè, un roseto per una sosta nella natura.
Sebbene a malincuore, una volta lasciata place Stanislas, ci si dirige verso la vicina, ma molto meno emozionante, place de l’Alliance. Quadrata. Novanta metri abbelliti da alberi e da una fontana barocca che richiama quella del Bernini di piazza Navona a Roma.
Nancy è come una pennellata d’autore che ha voluto imprimere un raggio di sole mattutino sulla sua tela.





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