Insenature, baie e golfi dalle acque di un profondo blu fanno spazio a piccoli yacht e a panfili. Siamo giunti nella città del lusso. Grattacieli, complessi alberghieri dalle strutture più all’avanguardia, centri congressuali come il famigerato” Centro di Riunioni Internazionali arricchiscono Montecarlo. Un contrasto acceso con la rocca di Monaco che preserva una condizione quasi arcaica.
Montecarlo non è molto diversa da come la si immagina. È brillante e vivace. È frizzante come un bicchiere di champagne dalle mille pérlage(bollicine), bevuto fresco nella flûte. La città dei club, dei campi da golf. Tra vizi e capricci, le fortune dissipate in un’unica giocata al tavolo verde è elegante e raffinata nel suo stile Liberty.
Terra vergine abitata solo da agricoltori e pescatori. Veramente curioso di questa terra è che fino al 1856 era ancora proprietà di un privato che vendette porzioni di terreno a ventidue centesimi al metro quadrato.
Nata sul Promontorio delle Spélugues, qui approdarono molti popoli. Primi tra tutti i Fenici mille anni a.C. Nei secoli successivi divenne rifugio da cui progettare strategie commerciali e di conquista per i Greci e i Romani.
Fu il Principe Florestano, amante delle arti e dello spettacolo, a convertire il Principato nella moderna Monaco. Fu aiutato dalla moglie la Principessa Carolina, una parigina attrice di teatro. Insieme vollero la costruzione del Casinò trasformando questo luogo in una delle destinazioni più rinomate per il turismo bene dell’epoca. Il Principe Carlo III, figlio di Florestano, nel 1866 ribattezzò il Promontorio con il nome di Montecarlo continuandone l’opera di modernizzazione.
La “Belle Époque”. Questo piccolo angolo del Mediterraneo divenne tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento il ritrovo del mondo elegante. La “fortezza barocca” dei nababbi di tutto il mondo. Questa trasformazione andò a coincidere con il periodo di frivolezze ed euforia che viveva non solo la Francia ma l’intera Europa.
L’architettura delle grandi costruzioni monegasche di questo periodo come il Casinò, l’Hotel di Parigi, il Caffè di Parigi, l’Hermitage si caratterizza per un forte richiamo all’opulenza dello stile Belle Époque. Decorazioni floreali e arabeschi, linee sinuose e motivi naturalistici. Erano le prime manifestazioni di quello che sarebbe diventato il movimento artistico dell’Art Nouveau.
Quartiere mondano del Principato di Monaco. Di sera dopo aver degustato le tipiche crêpes Suzette al Café de Paris, raggiungiamo Place du Casino . La facciata del palazzo in stile Liberty ultimata ai primi del Novecento è sfavillante di mille luci. La Fontana. Gli scròsci dei suoi zampilli vivacizzano la piazza. Luccicano le eleganti vetrine in Label vie, la strada dello shopping nel cuore della città.
Ma Montecarlo non è solo questo. È un luogo cosmopolita ed eclettico in cui il lusso della vita mondana si coniuga con il meraviglioso paesaggio naturalistico, la musica, lo sport, la cultura in un clima internazionale. La passione agonistica trova la sua massima estrinsecazione nel Gran Premio di Formula 1. La vita culturale molto intensa si esprime attraverso il Festival del Jazz e il Film Festival de la Comédie.
L’armonia della danza e della musica. Il più importante teatro di Montecarlo, la Sala Garnier, ospita le grandi opere classiche e le più recenti avanguardie artistiche. Fu Montecarlo ad essere il primo palcoscenico dei balletti russi fondati da Sergei Diaghilev. Qui si esibì per la prima volta il talentuoso Nijinski.
Di ritorno ci dirigiamo verso la costa ligure. Volgo l’ultimo sguardo allo splendido scenario. Atmosfera paradisiaca. Mi torna in mente il verso della famosa canzone del cantante italiano Jonny Dorelli: “è un eterno sogno Montecarlo”. Lo intonava nel 1961 ed oggi questo luogo sembra preservare ancora il suo status quo. Sogno per tutti o per pochi eletti?





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




