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Moldova, uno scrigno da aprire

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In una Milano dai mille gusti etnici è impensabile di non imbattersi in persone provenienti dall’ex blocco sovietico e che oggi svolgono un’importantissima opera d’aiuto a quell’Italia che sempre più sta invecchiando.

Stritolati tra la burocrazia e appesi ad un permesso di soggiorno questi lavoratori raccontano la storia di paesi vicini, ma al tempo stesso lontani. Tra questi c’è la Moldavia. O meglio, istituzionalmente chiamata Republica Moldova, in quanto il primo termine ricorda troppo quello utilizzato nella denominazione russa.

Piccolo Paese dell’est-europeo incastonato tra la Romania e l’Ucraina. Lo sforzo che la Moldova sta facendo per rialzarsi dalla crisi economica è notevole ed i presupposti per avvicinarsi agli standards europei ci sono tutti.

Dimenticate le fredde terre russe. Qui il clima non è poi tanto diverso dal nostro, soprattutto grazie all’importante e benefica influenza del Mar Nero. Il verde, i campi, il vino, la cucina quindi rendono questa terra un gioiello orientale per la nostra Europa.

Chisinau, la sua Capitale è un segno di questo tesoro. Piccola, solo settecentomila abitanti, è considerata una delle città più verdi in Europa. Chiaramente qui si focalizzano anche quasi tutte le industrie ed i servizi del Paese.

Il fiume Byk apre la strada al visitatore che rimarrà affascinato soprattutto dal melting pot architettonico di questa capitale, figlio di ciò che è rimasto dell’epoca sovietica e di ciò che l’arte contemporanea ha recentemente partorito. Il resto sono viali alberati, specchi d’acqua e giardini.

Per chi invece ha bisogno d’assaporare la storia di queste terre può recarsi nel borgo medioevale di Orheuil Vechi dove con pazienza troverà addirittura i resti di una moschea, un monastero e due mausolei.

Se gli antichi monasteri vi affascinano, allora tappa obbligata sarà anche Capriana. Villaggio immerso nei vigneti che custodiscono uno di questi luogo di culto, miracolosamente scampato all’epoca stalinista ed ancora abitato da qualche monaco.

La struttura è affascinante: tre chiese formano il corpo di quest’antico edificio. Tre chiese costruite in tre epoche storiche diverse.

Discorso a parte va fatto per i territori moldavi che in questi anni hanno potuto conquistare l’indipendenza. Nel sud della Nazione si trova la Repubblica autonoma di Gagauzia. Di origine turca, custodisce infatti ancora la lingua che fu meticolosamente mischiata con certe inflessioni russe.

Per finire esiste anche l’autoproclamatasi Repubblica di Transdnestria. Ostinatamente appigliata al suo passato sovietico non naviga in ottime condizioni economiche e per questo chiede una tassa d’ingresso di dieci dollari per ogni visitatore straniero, moldavi compresi.

Da pagare per vivere il brivido di calpestare una terra vergine dal capitalismo occidentale? Di certo un altro elemento che rende particolare e da visitare questa terra.

Moldova, segreti da scoprire.

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LIBRI

Storia del conflitto anglo-irlandese

"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

La Turchia a cavallo di un fez

"La Turchia a cavallo di un fez" di Jeremy Seal - Feltrinelli Traveller, 2000



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