Milano, di notte, è un’altra città. Liberata dalla velocità del vivere per guadagnare, dalla smania di acquisti, dalle luci accecanti dei neon e delle insegne si riscopre un luogo inaspettatamente affascinante.
È una sensazione straordinaria: riscoprire un posto conosciuto, straconosciuto, sotto una luce nuova. Ti sembra di rinascere con le emozioni che quel luogo incomincia a darti. Ti sembra di non esserci mai stato in quell’angolo di mondo, o di non aver mai provato quell’esperienza che ti fa sognare da sveglio.
Milano è bellissima la notte. Si spoglia del vociare assillante e multilingue, degli sguardi sfocati delle persone tutte prese dal loro ruolo, dalla maschera da esporre, dal lavoro e dal guadagno.
Milano, di notte, è quasi più luminosa: si vedono dettagli raffinati, le ombre definiscono e delimitano i pensieri dei tre o quattro passanti. La solitudine amplifica la forza dei pensieri: nel deserto di marmo e cemento ti sembra di prendere al volo lo spirito onesto della città che si lascia andare dopo aver finto per tutto il giorno.
Così Milano, come una bella donna, si strucca dopo una giornata intensa. Si apre. Ti parla e ti circonda. Il Castello Sforzesco è tutto illuminato. Sotto ogni merlo delle torri c’è una luce che ne mette in risalto la bellezza fine, l’imponenza, la sapienza di chi ha saputo costruire un’architettura vivente.
Ti sposti insolitamente piano. Guardi all’insù. Ogni balcone, ogni intarsio delle finestre, ogni ringhiera di protezione, ogni edificio tozzo e alto è una piccola opera d’arte e laboriosità.
L’edificio squadrato di Piazza Mercanti, nel quale un tempo si teneva il mercato cittadino, è il preludio alla meraviglia che dista pochi metri.
Il marmo del Duomo è brillante e morbido. Dipinto d’ombra. La Madonnina d’oro scintilla sulla guglia più alta, sfiora il cielo nero e ti guarda. Provi una sensazione circolare, di completezza e di bellezza. Sei lì, sei felice di esserci e immagini uno a uno gli uomini che hanno compiuto il miracolo bianco che hai davanti.
Ti sembra di non esserci mai stato prima, quando ti allontani per tornare alla realtà della tua stanza. Stai uscendo dai confini labili di quel tuo sogno casuale, non voluto e per questo vissuto con più intensità.
C’è un unico pensiero che ti gira in testa e si mischia alla stanchezza densa di quell’ora. “Quanto è bella Milano di notte”.




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