La distruzione del carro trionfale © Anna Maria Colonna
Ho visto il tempo danzare. Abbracciato dal vento. Sulle note leggere dell’aria. Un’unica ed incantevole sinfonia. Quella della tradizione.
Mentre scrivo mi chiedo se il presente corteggi il passato per paura di perderlo. Un affascinante mistero avvolge le città che indossano i panni di una volta. Consunti. Logori. Brandelli di pietra che la storia ha dimenticato di cancellare. Che implorano, silenziosi, di essere ricuciti.
Due luglio. Matera si sveglia con i chiari colori dell’alba. L’atmosfera beve, assetata, profumo d’antico. Le rondini sfiorano, curiose, i fuochi pirotecnici, pensando che siano stelle in festa.
Dei pastori in processione annunciano che la giornata, dedicata alla Madonna della Bruna, protettrice di Matera, sarà ricca di eventi. Secondo la tradizione, il carro trionfale che trasporta la statua della Madonna attraversa, per tutto il pomeriggio, le strade principali della città. In serata arriva nel piazzale del Duomo, dove compie tre giri, simbolo della presa di possesso del paese da parte della Madonna.
Il momento più curioso della festa è l’assalto al carro trionfale, scortato da alcuni cavalieri. Il carro, infatti, in tarda serata, viene consegnato al “popolo” affinché lo distrugga.
Tre leggende sono all’origine di questa singolare ed insolita tradizione. La prima racconta di una ragazza che avrebbe chiesto ad un contadino di essere accompagnata alle porte di Matera. Qui giunti, la fanciulla si sarebbe trasformata nella statua della Madonna, sussurrando al buon uomo di voler entrare, ogni anno, nella città, su un carro addobbato.
La seconda leggenda narra della distruzione del carro trionfale da parte dei materani per evitare un imminente e minaccioso assalto dei saraceni.
La terza leggenda custodisce la promessa del conte Tramontano, signore di Matera, secondo la quale la città, per festeggiare la sua protettrice, avrebbe avuto, ogni anno, un carro nuovo. I materani, per mettere alla prova il conte, avrebbero assaltato e distrutto il carro.
Matera appare dipinta con i colori della luce. Brilla, riflessa nelle piccole pozzanghere della pioggia pomeridiana. La gente si lascia trasportare da un’atmosfera armoniosamente indefinibile.
Leggo su un blog: «…cosa darei per essere nella mia amata Matera in questo momento! Sono le 22 passate del 2 luglio e mentalmente sono lì, a cercare un posticino per aspettare che il carro faccia i famosi 3 giri sulla Cattedrale».
E mi sento fortunata perché stasera ho vissuto questa bellissima città. L’ho vissuta e la racconto a tutti coloro che non hanno potuto farlo. La racconto perché essi compiano un viaggio di pochi minuti solamente per stupirsi. Per apprezzare qualcosa di semplicemente bello. Come la tradizione.
Matera, stasera, ha strade fatte di gente. Palazzi fatti di sguardi. Piazze fatte di voci. Nei volti dei visitatori intravedo una curiosità ingenua. Meravigliata. Nel respiro dei materani ascolto la fedeltà verso una città unica e preziosa. La città dei Sassi e delle rondini.
"In viaggio con Kapuściński Dialogo sull’arte di partire" di Andrea Semplici - Terre di Mezzo, 2010

Cantare la storia con le note della tradizione. In Puglia, la settima rassegna internazionale di musica popolare. Ascoltando i Radicanto. Viaggio tra le sonorità del Mediterraneo.

Viaggiare. Oggi lo si fa per diversi motivi. C’è chi si sposta per lavoro. Chi per studio. Chi per semplice curiosità. Chi perché ha sete d’infinito. Scegliere una stella e inseguirla per l’eternità.

Nel libro “I bambini e i loro diritti” di Paolo Cendon si legge che le orme lasciate dal bambino nella storia dell’uomo sono pressoché invisibili. È vero.
Nonostante i più piccoli continuino a farsi sentire attraverso la loro ingenua allegria, gli adulti si ostinano ad ignorare questa voce, formata da strumenti diversi eppur accordati.
Consapevole del fatto [...]
Complimenti, davvero una bella descrizione. Il problema è che Matera meriterebbe ben altre attenzioni, da parte dei media e dei vari governi nazionali, che si sono avvicendati. Una città così, nel 2009 non ha nè collegamenti ferroviari,nè autostradali. Le grandi testate giornalistiche nazionali hanno snobbato completamente la festa della Madonna Della Bruna. Ci sono città assai meno importanti ed eventi sicuramente meno interessanti, che godono di ben altre considerazioni. Molta strada è stata percorsa dagli anni settanta ad oggi, ma Matera nonostante tutto, continua ad essere chiusa nel suo beato isolamento.
@Giovanni nessuno avrebbe esposto meglio la reale situazione
Sono daccordo con voi soprattutto sul fatto che i media dedichino poche attenzioni a città ed eventi così interessanti. Nel mio piccolo cerco sempre di evidenziare ciò che gli altri tendono a sottovalutare o a trascurare. Le cose più belle sono sempre quelle nascoste… i tesori sono tali perchè nessuno sa dove siano… così, forse, è per Matera. Già il fatto di stare qui a parlarne vuol dire che questa magnifica città sta avendo una qualche attenzione… io, pur vivendo vicino a Matera, non ero mai stata alla festa della Bruna fino a ieri… so che da ora in poi ci andrò ogni anno ed inviterò ad andarci anche chi non c’è mai stato…. GRAZIE.
Non ero mai stata nella vostra città prima del 2luglio giorno della festa della Bruna, sono stata invogliata da un carissimo amico materano che mi ha invitata e gliene sarò sempre grata, la vostra città mi ha affascinata, è veramente carina e poi l’evento della festa della Bruna è veramente suggestiva…COMPLIMENTI!!!!Ho già consigliato ai miei amici di programmare una vacanza a Matera ed io spero di tornare al più presto me ne sono innamorata!!!!Per non dire della meravigliosa accoglienza della gente molto vicina alla mentalità della mia terra d’origine.Peccato che non sia facile raggiungerla bisogne far qualcosa per renderla più accessibile!!
Cara Monia, grazie per l’attenzione dedicata al reporter. Matera è una città splendida. Nei sassi è come se il tempo si fosse fermato. L’aria appare immobile, quasi non volesse far rumore. I materani, poi, sono socievoli e affabili. Vedere questa città coperta dalla neve è uno spettacolo unico, ti sembra di stare davanti ad un presepio a grandezza d’uomo. Tornaci, appena puoi, ti consiglio di visitare anche le chiese rupestri… ciao. Anna Maria