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Massawa, dune salate d’Africa - foto : Massawa, la piazza del centro © Luisa de Bellis
Massawa, la piazza del centro © Luisa de Bellis

Massawa, dune salate d’Africa

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A Massawa il sole batte così forte che nelle ore centrali della giornata è impossibile uscire di casa. È di primo mattino, e di notte, che la città regala le emozioni migliori. Nel dedalo di viuzze del centro gli edifici bombardati e quelli antichi e quelli semplicemente lasciati andare si confondono e danno vita a un posto surreale e a tratti spettrale: il set cinematografico perfetto per un film noir ambientato nel corno d’Africa.

Il vento corre veloce in quegli angoli di vita passata e fra la polvere e le macerie ogni tanto sbuca un bambino ad attraversare il vicolo di corsa, e così come è arrivato scompare, senza lasciare traccia.

L’unico movimento visibile durante il giorno è quello del porto, non più attivo come un tempo, ma comunque importante per il Paese. Da lì arrivano zucchero, petrolio e altri beni di prima necessità. Caricati su vecchi camion massicci della Fiat, risaliranno verso l’altopiano su una strada piena di buche e di curve, attraversando coraggiosamente prima il deserto e poi le montagne.

Al tramonto una luce tenue e brillante si posa su tutte le cose e le riporta in vita. Relitti di navi, comprati e smistati in mare, scintillano come fossero oro e riportano con la mente all’epoca dei grandi commerci e del movimento portuale.

Le montagne di sale, immobili, si stagliano verso il cielo, silenziose, e scintillano della sua luce. Gli edifici, sventrati dalle bombe, assumono contorni più definiti e si lasciano finalmente ammirare. Ed è facile perdersi in castelli di epoche remote, di principi, spezie e profezie.

Quando il buio cala, il faro si accende e così la vita a Massawa. I bambini spuntano da ogni dove e corrono qua e là, rinnovati da un’energia a cui il calore del giorno non lasciava spazio. Donne ricoperte di veli si acquattano agli angoli degli edifici, davanti a loro un piccolo banchetto con sigarette, uova e spezie. Passeranno lì tutta la sera, alcune tutta la notte, a guardare la vita che corre per strada e a vendere le loro quattro mercanzie.

I gatti escono dai loro nascondigli e vanno a zonzo, con l’andamento lento di chi si è appena svegliato. I loro occhi attenti si muovono nel buio come fari e lanciano presagi dall’ aldilà. Viene da pensare che siano loro i veri custodi del segreto di Massawa e del suo richiamo (Mitsi’wa, in lingua tigrigna).

Dagli angoli bui delle strade giunge una musica conosciuta. La seguiamo, come un richiamo nella foresta. Ma ecco che presto ne udiamo un’altra e allora cambiamo ancora direzione, muovendoci alla cieca nel dedalo di viuzze.

Ogni bar suona la sua, e sono tanti i bar a Massawa, nonostante la abitino in pochi. Finché una luce, alla fine, non ci inviterà ad entrare. L’offerta sarà sempre la stessa: birra Asmara, arachi e gin, e quando si è fortunati del cognac. L’ambiente sarà sempre semplice e ridotto, quattro tavolini e qualche gatto a zonzo, e le facce sempre belle.

Il tempo si dilata, le parole scorrono lentamente, e la vita sembra tutta lì, semplice e lineare, senza trambusto. Fino a che l’aria calda si mette a girare intorno alla testa, e inizio a sbadigliare, in preda a una pesante sonnolenza. Da un momento all’altro, avrò voglia di chiudere gli occhi e abbandonarmi al mondo dei sogni. Assopita su una branda fuori dalla porta di casa, mi lascio accarezzare dal vento, e cullata dal rumore del mare, mi assopisco, per risvegliarmi in mondi lontani.

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LIBRI

Dancalia, la Terra del Diavolo

"Dancalia, la Terra del Diavolo" di Antonio Biral - Campanotto Rifili, 2008

Morire è un attimo

"Morire è un attimo" di Giorgio Ballario - Edizioni Angolo Manzoni, 2008



4 commenti a “Massawa, dune salate d’Africa”

  • RICCARDO TUSCIANO alle ore 9:58 pm scrive:

    GRAZIE – ATTRAVERSO IL SUO ARTICOLO HO RIVISSUTO LA MIA SPLENDIDA PERMANENZA AD ASMARA E A MASSAWA-

  • CINZIA MINOJA alle ore 11:01 am scrive:

    bellissimo , non ci sono mai stata ma questo articolo è fiabesco !! viene voglia di andarci subito
    grazie

  • angela alle ore 12:31 pm scrive:

    Bellissimo, Luisa!
    I tuoi racconti, già ascoltati per voce, li hai splendidamente raccolti in queste righe, che fanno proprio venir voglia di partire!
    Un abbraccio
    .a

  • Narrante Silvano alle ore 2:50 pm scrive:

    Le immagini parlano da sole….Mi auguro che la situazione sia in fase di ristrutturazione e che il bel porto possa riprendere la sua fiorente attività…
    Silvano

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