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Marostica, tra scacchi e Medioevo - foto : Marostica © Bo&Ko
Marostica © Bo&Ko

Marostica, tra scacchi e Medioevo

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La provincia vicentina è un luogo di piccole meraviglie.

Facendo una passeggiata alla scoperta dei paesini disparati, si possono scorgere in ogni dove posti dalla bellezza indescrivibile. E Marostica è uno di questi.

Il piccolo borgo sorge a valle, a ridosso di una collina. Qui il centro storico è ancora contrassegnato dalla presenza delle mura antiche della cittadina.

Quando si varcano i torrioni del Castello inferiore sembra quasi di vivere in una realtà parallela. Questo edificio, ora diventato Palazzo Comunale, tiene in sé una storia lunga secoli.

E’ possibile abbandonarsi a un viaggio nel tempo ripercorrendo alcune sale che sono state allestite con gli arredi e i vestiti del tempo.

Tutto è posto lì quasi a ricordarci come potesse essere secoli fa, e più precisamente durante il periodo medioevale.

In questo posto, infatti, tutto ci riconduce a quel periodo, dove dame e cavalieri occupavano le corti, dove si intrattenevano in enormi banchetti e dove l’attrazione era rappresentata da giullari e giochi di corte.

Nell’antica piazza che si inchina davanti al Castello inferiore, è ancora presente l’enorme scacchiera, dove da secoli si gioca con pedine enormi in una rievocazione storica che riesce a togliere il fiato.

La storia della partita a scacchi, che ha reso famosa ovunque questa piccola cittadina, risale al 1454, quando due valorosi cavalieri, innamoratisi entrambi della bella figlia del Castellano, si sfidarono con pezzi grandi et vivi.

Da quel momento, ogni anno si ripete quell’avvenimento. Molti sono i turisti che accorrono da ogni parte del mondo per riscoprire ancora una volta le consuetudini di quel tempo, che all’interno di questo paesino sembrano non svanire mai.

La rievocazione storica viene introdotta dalla parata e dagli sbandieratori, che riescono ad incantare adulti e bambini con le acrobazie delle loro bandiere dai mille colori. L’aria si ricolma di festa e gioia.

Ma quando entrano in scena le pedine, l’atmosfera sembra quasi diventare più solenne, dettata da movimenti regali e ordini alle milizie ancora oggi impartiti con la lingua della Serenissima Repubblica.

A fine partita, poi, una grande festa inonda le stradine del paesino. Ed è qui che i centinaia di figuranti si mischiano con gli spettatori che vengono avvolti ancor di più in una cornice di costumi sfarzosi e affascinanti tradizioni che vorresti non si perdessero mai.

Una volta terminata la manifestazione storica, ci si può perdere tra le stradine del piccolo centro e scoprire scorci medioevali, quasi irreali.

Un piccolo sentiero di ciottoli e luminari dà la possibilità di fare una passeggiata nella collinetta che affianca il paesino.

Camminando in mezzo al verde, tra fiori e petali di pesco, è possibile lasciarsi trasportare dall’incantevole orizzonte della campagna vicentina.

Sedendosi poi in una delle panchine o dei muretti posti lungo il sentiero ci si può riposare ammirando questo paesaggio fatto di natura e campagna, di semplicità e tradizioni.

Il sentiero si conclude poi con il cortile interno del Castello Superiore, quello che domina dall’alto l’intera Marostica. Questo edificio è adibito a ristorante, ma si possono tutt’oggi visitare le mura.

Qui, l’atmosfera di magia che si poteva gustare tra le vie del centro, si trasforma in qualcosa di addirittura surreale.

Nei giorni in cui il cielo è azzurro, si possono scorgere paesaggi all’orizzonte molto lontani. Anzi, così lontani che sembrano quasi irraggiungibili.

Ma è sempre qui, che quando ci sono nuvole o nebbia, sembra di stare in una favola, dove il castello sembra farsi cullare da un morbido cuscino bianco. Ed è quasi come se la cima di questa collinetta fosse per qualche istante separata da tutto il resto del mondo.

E si rimane soli, con gli occhi chiusi, sperando che sia un sogno. Un sogno che sia un po’ come le tradizioni di questo luogo. Che riviva sempre nel tempo e non svanisca mai.

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LIBRI

La fine è il mio inizio

"La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani - Longanesi, 2006

Focus Viator – Fifteen safety matches

"Focus Viator – Fifteen safety matches" di Lorenzo Mazzoni - LA Case, 2011



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