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Malahide, oltre Dublino - foto : Il castello di Malahide © Michela Orlandi
Il castello di Malahide © Michela Orlandi

Malahide, oltre Dublino

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Cammino nell’ombra di alberi secolari, lungo un sentiero intarsiato di radici millenarie. Il mio respiro si confonde in quello umido del bosco scuro, sino a quando i miei passi escono nella luce del giorno, e i miei occhi incontrano il castello. Lo sguardo scivola sulla sua storia e quella dell’Irlanda.

Il maniero sorge sui cento ettari del parco di Malahide, un piccolo borgo antico a 16 chilometri da Dublino. Nonostante il crescente benessere e l’aumento della popolazione, questo centro mantiene intatto il proprio fascino e racconta di tempi lontani, quando nel 765 arrivarono i vichinghi, e ne fecero un insediamento permanente.

Ma la memoria di Malahide e del suo castello è legata alla famiglia Talbot che si impadronì dell’area nel 1180, e iniziò a costruire la tenuta che, salvo gli anni del protettorato di Oliver Cromwell (1649-60), rimase di sua proprietà sino al 1976. Ora la struttura di fronte a me appartiene al Dublin County Council.

Ne ammiro la facciata imponente sorretta da torri circolari, erette nel 1765. In cima a quella più grande di tre piani, risalente al XII secolo, un pennone si conficca nel cielo limpido e libera nel vento il tricolore irlandese. Decido di entrare, nonostante la coda di visitatori si snodi lungo il vialetto.

Salgo le scale a chiocciola in pietra che portano alla camera in quercia del 1700: la Oak Room è ricca di decorazioni a intaglio, il soffitto basso e pesante. Al suo interno ci sono diverse sculture di origini fiamminga e sei pannelli dalle rappresentazioni bibliche.

Ridiscendo “spinto” dagli altri turisti e arrivo nella Great Hall al pian terreno. Qui le pareti sono ricoperte da imponenti ritratti di famiglia, una galleria variopinta di menestrelli e un quadro angusto sulla Battaglia del Boyne, del 1690, dove vennero uccisi 14 discendenti dei Talbot.

Guardandoli, percepisco un fremito lungo la schiena. La leggenda vuole che nel castello sia “vissuto” per molto tempo Puck, il fantasma dei Baroni di Malahide. Anche se la sua ultima apparizione risale al 1975, un anno prima dell’addio dei proprietari al maniero.

Uscito nel verde di prati curatissimi, seguo le indicazioni per la Fry Model Railway: la struttura adagiata su 240 metri quadrati ospita la più grande ferrovia in miniatura dell’Irlanda. Ci tornerò con mio figlio.

Proseguo sino alla fine del parco da dove esco sulla strada principale. Cammino lungo l’asfalto dei marciapiedi che dividono case colorate e raggiungo la piazza principale del villaggio. Provo a immaginare come la zona più posh di Dublino, dove gli affitti sono alle stelle e il benessere è evidenza, fosse un tempo.

Cerco il sapore del mare nell’aria: immutabile, liberatorio, sempre uguale nei millenni, e arrivo al porto. Fu qui che uomini alti, imponenti, sanguinari sbarcarono dal Nord secoli addietro. Fu qui che i Talbot costruirono il loro impero. E’ qui che libero il pensiero oltre l’orizzonte salato, imporporato dal tramonto di Malahide.

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LIBRI

Daniel di Waterford

"Daniel di Waterford" di Luca Delgado - Otma Edizioni, 2008

Diario d’Irlanda

"Diario d'Irlanda" di Heinrich Boll - Oscar Mondadori, 1999



2 commenti a “Malahide, oltre Dublino”

  • Simona tedder alle ore 10:35 pm scrive:

    Bellissima descrizione..complimenti! Quando andro’ in Irlanda, sicuramente andro’ a visitare il castello di Malahide…..ciao Simona

  • Andrea Lessona alle ore 8:07 pm scrive:

    Gentile Simona,

    grazie per il tuo commento e per i complimenti.

    Ti consiglio vivamente una visita a Malahide Castle e al parco: meritano davvero!

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