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Madrid, tra la storia e il cielo - foto : Notturna la madrilena Plaza Mayor © Monica Genovese
Notturna la madrilena Plaza Mayor © Monica Genovese

Madrid, tra la storia e il cielo

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La principale via di Madrid in epoca medievale, è oggi il punto di riferimento della città spagnola, non solo per il consueto ritrovo serale, ma per la sua scenografia d’autore. Plaza Mayor, a cui si accede tramite alcuni passaggi a scalini, è leggermente separata dalle strade che la circondano e sembra vivere di un’autonomia e di una dimensione tutta sua.

Qui, nella città che non dorme mai, dove la frenesia, la vivacità e l’estro sono di casa, giorno e, soprattutto notte, si vive per le strade, tra la gente, nel cuore del popolo madrileno. E sempre qui, in questa piazza si scorge l’anima del suo ideatore. Filippo II, monarca che fa di Madrid la capitale del regno, la interpreta come luogo di ritrovo pubblico. Plaza Mayor viene ultimata nel 1619 e conserva l’allora fascino.

La spettacolarità della piazza è data dai suoi edifici storici posti tutto intorno, come in una sorta di quadrato che abbraccia la piazza stessa. Sotto gli edifici una fila di portici, lunghi e spaziosi e al centro il popolo madrileno. La forma particolare di Plaza Mayor la rende un vero e proprio luogo di osservazione. Le sue centinaia di balconate si presentano come spalti da cui ammirare l’opera della sua realizzazione.

Anticamente, il progetto è quello di una piazza-teatro per eventi pubblici ed in effetti, ancora oggi, è utilizzata allo scopo. Qui, vengono eseguite le sentenze dell’Inquisizione. Qui, gli eretici vengono messi al rogo. Qui si incoronano i re. Qui si svolgono le corride e le feste. Qui, si rappresentano le opere teatrali e sempre qui si generano e si diffondono i pettegolezzi. Insomma, questa piazza è il balcone del regno spagnolo. L’affacciata di Madrid.

I giovani si incontrano e chiacchierano, le coppiette siedono ai vari caffè, gli anziani osservano dalle panchine, i bambini giocano come in un parco. Qualcuno si esibisce in danze, spettacoli o mimica e qualcun altro si ingegna per attirare l’attenzione su di se perché, in fondo, questo luogo è un teatro a cielo aperto.

Uno degli edifici più suggestivi e colorato di plaza Mayor è sicuramente Casa Panadería. Si tratta di appartamenti reali degli allora sovrani spagnoli che da queste stanze, possono gustarsi lo spettacolo. Il nome della Casa trae spunto dalla vecchia panetteria, sostituita dagli appartamenti dei re e l’intera costruzione, distrutta da un incendio, viene ricostruita a fine Seicento. Oggi, l’edificio ospita gli uffici comunali e si presenta adorno di affreschi del 1992 che raffigurano allegorie bizzarre e un po’ kitsch.

Abbandonata la bella piazza all’anima madrilena, eccessiva, giocosa e intensa, ci si dirige verso il cielo di Madrid. E per osservare la città dall’alto, è sufficiente recarsi al Faro della Moncloa, ovvero la torre panoramica, sebbene in ristrutturazione in questo periodo.

E’ una torre moderna, dall’aspetto sinuoso ed elegante che si staglia verso le nuvole che sovrastano la capitale madrilena per oltre novanta metri. Da questa altezza, la città è distesa ai propri piedi. Il Faro risale al 1992, realizzato sui disegni dell’architetto Salvador Pérez Arroyo e all’ultimo piano si trova il Mirador, il punto di osservazione.

Madrid è un viaggio nei colori, nei suoni e negli umori della gente e della città. Osservarla dal Faro è emozionante. “Lei”, la città, è qui, davanti agli occhi increduli dei viaggiatori e si mostra pienamente, senza esitazione. Lo sguardo si perde d’ogni lato. Ci si gira e rigira per cercare di carpire ogni dettaglio. Tutto sembra più piccolo dall’alto, ma anche più accessibile come se si potesse stringere Madrid nel palmo di una mano per accoglierla per sempre.

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LIBRI

Contare i passi

"Contare i passi. Dai Pirenei all'Oceano sul Cammino di Santiago" di Carla De Bernardi - Mursia, 2010

La polvere di diamante

"La polvere di diamante" di Ibn Hamdis - Salerno Editrice, 1994



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