Una delle sale del museo del Prado di Madrid © Monica Genovese
Francisco Goya, Diego Velázquez, Antoon Van Dyck, Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Claude Lorraine, Raffaello Sanzio, Tintoretto, ovvero Jacopo Comin, Tiziano Vecellio, Michelangelo Caravaggio e molti altri. Sono tutti qui. Tutti riuniti al museo del Prado di Madrid.
La capitale spagnola ospita, infatti, i più grandi maestri di varie epoche che trasformano una semplice tela in un’opera senza eguali, senza possibilità di imitazione, senza tempo.
Il Prado, forte attrazione turistica e una delle più antiche pinacoteche del mondo, apre al pubblico nel 1819 con i maggiori capolavori dei reali di Spagna.
Oggi contiene settemila opere di cui oltre mille in mostra permanente.
I gioielli del Prado sono la collezione fiamminga, inclusi numerosi Hieronymus Bosch, i dipinti di Velázquez, di Goya di cui spiccano le due Maya, la meravigliosa figura femminile ritratta, prima nuda e poi vestita, di El Greco (pseudonimo di Domenikos Theotokopulos), di Tiziano, del Tintoretto, di Raffaello, di Caravaggio, del Canaletto.
Ma non basta un’intera pergamena ad elencare le perle del Prado.
Qui, fila ingombre di persone, bambini e ragazzi in gita scolastica, intenditori e semplici ammiratori, trascorrono ore ed ore ad osservare, a lasciarsi stupire e catturare dall’atmosfera che regna tra le pareti di questo straordinario luogo.
Ampio, immenso, spazioso, illuminato per risaltare le opere presenti, il Prado è un cammino attraverso l’arte. Nell’arte. I maggiori pittori di tutti i tempi guidano il visitatore alla scoperta dei loro segreti artistici, senza mai rivelarli.
Il percorso da compiere al Prado non è solo fisico, ma è un percorso interiore che avvicina lo spirito alla bellezza estrema e suprema. Alla perfezione del sublime.
Da un lato i visitatori guardano i dipinti, e dall’altro i dipinti stessi, dall’alto della loro posizione, scrutano chi li osserva avidamente.
Il Prado è un caleidoscopio di arte. Trasuda talento. Un po’ per gioco, un po’ per una sorta di devozione, ognuno si sofferma a gustare l’opera del pittore preferito, quella che emoziona e incanta maggiormente.
Con gli occhi ben tesi verso le pareti, quasi nel timore di lasciarsi sfuggire un dettaglio, un particolare, si corre il rischio di inciampare in pennelli e colori che, qualche pittore odierno, lascia accanto all’opera che copia.
E’ suggestivo, in questo oceano di capolavori, vedere come nasce un dipinto, con quanta e quale maestria il pittore cerca di imitare i grandi, i Goya, i Tiziano, i Raffaello. Mai nessuna copia, naturalmente è simile all’originale, ma mostra, pennellata dopo pennellata, in che maniera si concede la vita ad una immacolata tela.
Il Prado è la porta di ingresso in una dimensione fatta di sogno e della consapevolezza di quanto possa essere grande lo spirito umano.

La Spagna è nazione di famosi toreri, passati alla storia come virtuosi delle corride. Ma non è sempre il toro a morire in questo spettacolo che non smette di far discutere.

Nove isole oceaniche portoghesi, a metà strada tra l’Europa e l’America. Mitologici resti di Atlantide dove, oggi come nel 1500, si svolge la tourada à corda che non uccide i tori.

Nel cuore di Torino, oltre quarant’anni fa, nasce il Museo Nazionale del Cinema. Ospite della Mole Antonelliana, edificio simbolo della città. Visitarlo significa scoprire i segreti del grande schermo.
complimenti per l’articolo !! non vedo l’ora di partire per madrid (giugno) e di attraversare “la porta di ingresso in una dimensione fatta di sogno “
Ciao Mario,
grazie 1000…..e poi fammi sapere se il Prado ti è sembrato davvero il passaggio in una dimensione fatta di sogno. Ti conviene andare in orari “furbi” onde evitare la folla!