Madrid sotto la neve © Marco Bianchi
Madrid è una mamma pronta ad accoglierti a braccia aperte e farti sentire a tuo agio. Madrid è una vecchia amica, hai la sensazione di conoscerla da una vita. Madrid è un’amante che ti seduce e si lascia corteggiare, ti trasporta nelle sue notti folli e interminabili di passione e divertimento, di fumosi e alcolici locali salvo dileguarsi in un’atmosfera ovattata e stanca al sorgere del sole.
Possiamo affermare che esistono molte Madrid e pochi giorni trascorsi nella capitale spagnola lasciano indelebilmente impresse nella mente una miriade di immagini e volti, di profumi e voci. Una miriade di emozioni.
C’è la Madrid capitale e sede del monarchico Palacio Real e quella popolare delle imponenti piazze. La Madrid culturale che può vantare un patrimonio artistico di particolare pregio e quella operosa degli uffici e degli impiegati in giacca e cravatta.
La Madrid più snob delle vetrine griffate e la più informale de “el Rastro”, il grande mercato delle pulci domenicale. La città della movida e dei locali, dei bar di tendenza e delle catene di fast food, ma anche delle tabernas rustiche e dalle atmosfere cupe.
Dove il quartiere alternativo di Malasana dalle leggere tinte anni ’70 e il quartiere gay di Chueca, rappresentativi della nuova Madrid, riescono a convivere perfettamente con quelli più antichi e tradizionalisti, così come la musica punk/rock alternativa può convivere col flamenco.
Una simile pluralità di aspetti potrebbe rivelare fratture e episodi di intolleranza. La soluzione però i madrileni l’hanno trovata. La soluzioni si chiama accettazione.
Madrid è una metropoli cosmopolita e frenetica, culturalmente vivace, una città dinamica, matura e spensierata al tempo stesso. Ma soprattutto è una città tollerante, aperta e libera da pregiudizi, che non si piange addosso ma sa fare costruttiva autocritica, dove il rispetto reciproco e la libertà d’espressione sono tanto evidenti quanto scontati.
Un esempio di civiltà e accettazione verso gli immigrati, nei confronti di chi ha differenti inclinazioni sessuali, diverse culture e credenze religiose o opposte idee politiche.
Capitare in questa meravigliosa città durante una nevicata dalla copiosità straordinaria e trovarla coperta da un’abbondante coltre bianca, oltre ad ammirare uno spettacolare scenario mi ha concesso di tastare questa loro inclinazione mentale.
La scarsa preparazione di fronte a tale fenomeno atmosferico ha causato parecchi disagi: la chiusura dell’aeroporto, difficoltà al traffico, marciapiedi resi impraticabili e pericolosi da neve e ghiaccio.
In risposta a ciò ho visto gli abitanti euforici giocare a palle di neve, costruire pupazzi, immortalare increduli il paesaggio imbiancato, fare impavidamente jogging su e giù per i parchi. Non una frase a riguardo, non una lamentela.
Come spesso ho sentito dire dai madrileni nei miei confronti “si estas en Madrid eres de Madrid” e in questo fine settimana anche la neve stava in mezzo a loro, come fosse un ospite meritevole di attenzione e riguardo.

Nove isole oceaniche portoghesi, a metà strada tra l’Europa e l’America. Mitologici resti di Atlantide dove, oggi come nel 1500, si svolge la tourada à corda che non uccide i tori.

La storia di un emigrante egiziano “convertitosi” pizzaiolo nel nostro Paese dà uno spunto di riflessione sulla questione immigrazione e integrazione in Italia attraverso la cucina.

Sul traghetto della compagnia marittima Balearia, si incontrano emigranti che tornano a casa. Oltre a loro qualche famiglia spagnola, comitive di tedeschi di mezz’età. Tutti pronti a vedere Tangeri.