In un primo momento, Madeira è solo un puntino sulla linea dell’orizzonte. Devi strizzare gli occhi, dal pontile della nave, per scorgere la sua sagoma nella foschia del mattino. Solo quando la nebbia si dirada e ti avvicini alla riva capisci perché l’arcipelago conosciuto come Madeira, ultimo avamposto d’Europa e Portogallo nell’Oceano Atlantico, sia considerato un Eden galleggiante. Per alcuni, addirittura, ciò che resta della misteriosa Atlantide.
L’origine vulcanica dell’arcipelago e una temperatura costante tra i 16 e i 22 gradi tutto l’anno, regalano a queste frastagliate coste basaltiche un’incredibile ricchezza vegetale. Il clima subtropicale ha favorito la crescita di ogni tipo di arbusto (il nome Madeira, in portoghese, vuol dire infatti legno); la conformazione del terreno ha consentito ai colonizzatori di importare con successo le coltivazioni di canna da zucchero, vite e poi banano.
Per ammirare l’infinita varietà di profumi e colori che caratterizzano l’isola, basta fare un giro nella vivace piazza di Funchal, cosmopolita capitale di Madeira. Benvenuti al Mercado dos Lavradores: non sarà difficile perdersi nell’intricato dedalo di bancarelle che espongono ogni tipo di fiori, frutti e verdure, così come manufatti dell’artigianato locale e l’immancabile pesce fresco.
Dopo un tale stordimento visivo e olfattivo, solo l’aria salmastra della spiaggia può riconciliarci con la Natura. Se la costa sud, più riparata, brulica di vita, quella nord viene sferzata dal mare aperto, che delinea ogni scoglio ed insenatura: sullo sfondo delle montagne emergono paesaggi incontaminati, visitabili grazie ai “sentieri di Levada”, percorsi indicati per raggiungere la vette più alte dell’isola.
Seguendo il cammino si arriva a São Vicente, villaggio arroccato sulle montagne a nord ovest di Madeira: d’obbligo una tappa al centro vulcanologico, per capire la formazione dell’isola nel corso dei millenni. E una visita alle vicine grotte di formazione lavica, risultato di un’eruzione avvenuta 400.000 anni fa. Un tunnel di gallerie che si estende per circa un chilometro, dove trionfano stalattiti e formazioni rocciose, nonché un masso erratico trasportato dalla lava e rimasto bloccato tra i canali.
Le isole Desertas e Selvagens, a poche miglia da Madeira, sono approdi ideali per chi cerca un contatto ancora più intimo con l’ambiente: disabitate dall’uomo perché ritenute troppo inospitali, sono state dichiarate riserve naturali tra gli anni ‘70 e ‘90. Le Desertas ospitano colonie di leoni marini e foche monache, mentre le Selvagens, per le particolari condizioni climatiche offerte, risultano un vero paradiso ornitologico per diverse specie di uccelli, che qui vengono a nidificare.
Cala la sera sull’isola e la stanchezza sale. Tornati nella piazzetta centrale della capitale, non senza difficoltà ci si siede presso uno dei caffè storici di Funchal. E sorseggiando un bicchiere del liquoroso vino locale, il Madeira, si ammira il sole che tramonta dietro alle montagne.





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