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Macao, sprazzi di Portogallo sul Mare Cinese - foto : Macao (Cina), terminal del ferryboat © ChrisNick11
Macao (Cina), terminal del ferryboat © ChrisNick11

Macao, sprazzi di Portogallo sul Mare Cinese

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Là dove il sole bussa alle porte d’Oriente per iniziare il suo cammino lungo i meridiani, una Lisbona affacciata sull’Oceano Pacifico si gode l’alba di un nuovo giorno. Ci vorranno ancora parecchie ore (e fusi) perché, dall’altra parte del mondo, la Lisbona sull’Atlantico si svegli e cominci la propria giornata. Ma ora, sul molo di Macao, anche l’ultima stella in cielo spegne l’interruttore.

Zona amministrativa speciale di Macao della Repubblica Popolare Cinese: il nome completo di questa ex colonia portoghese, tornata sotto il controllo della patria di Mao il 20 dicembre 1999, suona altisonante come quello di certi cani da esposizione. E il suo è un pedigree di tutto rispetto, nonostante le molteplici anime racchiuse in questo fazzoletto di terra di trenta chilometri quadrati.

Anche se il 95% della popolazione residente è cinese, nelle vene di Macao scorre ancora sangue lusitano, come dimostrano i segnali stradali lungo il perimetro urbano e gli edifici dalla forte impronta europea. Ma sarebbe errato ridurre la città a una copia di Lisbona: il suo benessere economico si riflette nella modernissima architettura e lo skyline è dominato da avveniristici grattacieli. Così case coloniali dai caldi colori, ricoperte di ideogrammi, si alternano a strutture in vetro e acciaio proiettate nel nuovo millennio.

E questo perché Macao è soprattutto la patria del turismo “d’azzardo” d’Oriente. Più che a Lisbona, infatti, la città va accostata a Las Vegas: i casinò sul Mar Cinese non hanno nulla da invidiare alle strutture in Nevada. Basta fare un giro lungo il molo di Macao per farsene un’idea. Ce n’è per tutti i gusti: dallo storico Casinò Lisboa, tempio dei giocatori più incalliti, al nuovissimo Oceanus, progetto da 190 milioni di dollari, riservato solo ai frequentatori occasionali e che non prevede ristoranti o alberghi al suo interno.

Poco più avanti, come a Las Vegas, svetta il campanile di San Marco: simbolo del Venetian Macao Resort Hotel, è una fedele riproduzione della piazza di Venezia, che ospita oltre 6.000 slot machines, 800 tavoli da black jack, roulette e chemin de fer. A ogni angolo, il turista appena approdato incederà con stordimento, sospeso com’è tra passato e presente.

Il miscuglio architettonico e storico di Macao si può gustare meglio spiando tra le fessure della chiesa gesuita di São Paulo, arroccata su una altura. Distrutta nel 1601 da un incendio, ricostruita a tempo record e nuovamente abbattuta da un tifone e nuovo incendio nel 1835, la chiesa, ora conosciuta come Ruinas de São Paulo, conserva come uniche vestigia la facciata barocca e una scalinata.

Per riprendere fiato da tutte queste attrazioni, l’unica soluzione è osservare il sole al tramonto. Il Forte Guia, faro più vecchio della costa cinese, è quello che fa al caso proprio. E mentre osservi il sole che conclude la sua parabola quotidiana, tuffandosi dietro le colline alle spalle di Macao, pensi a quando lo imiterai, pronto a buttarti nella colorata movida notturna della città.

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LIBRI

La Cina in vespa

"La Cina in Vespa" di Giorgio Betttinelli - Feltrinelli, 2008

Le strade dell’uomo

"Le strade dell’uomo - Viaggi nel mondo d’asfalto" di Ted Conover - Edt, 2011



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