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Lundy, un gioiello di isola - foto : Suggestivo scatto di una chiesa di Lundy © localsurfer
Suggestivo scatto di una chiesa di Lundy © localsurfer

Lundy, un gioiello di isola

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Un gioiello piccolo, un’isola minore che raccoglie la bellezza della sua maggiore. Siamo nella bocca del Canale di Bristol, taglio naturale nella pancia dell’Inghilterra che da qui dista solo diciannove chilometri.

Uno spettacolo come solo un’isola può garantire: il tiepido rumore di solo ventotto anime che solcano l’esistenza di questo fazzoletto di terra riconosciuto da poco come una delle assolute bellezze inglesi, nonché riserva marina e Sito Speciale di Interesse Scientifico.

Perché qui c’è tutto e nulla. Tutto ciò che si cerca quando si fugge dalla città e nulla di ciò che si troverebbe se non si fosse preso il traghetto per trovarsi persi nell’abbraccio di questo mare e di questo verde.

La fantasia che ancora una volta regna sovrana mischiandosi con la realtà. Sotto i nostri piedi l’antico cimitero paleocristiano di Beacon Hill. Pietre incise che raccontano di esistenze che hanno lasciato traccia nelle pieghe del tempo. Tracce di un’esistenza che qui sa di umano fin dal Neolitico, passando per i Burial Mounds dell’età del Bronzo fino a scontrarsi con le iscrizioni sulle lapidi medioevali.

E come quando si gira troppo su se stessi, la sensazione è quella di perdere per un attimo la percezione del tempo e dello spazio. Su Lundy addirittura calcarono il piede anche temibili pirati, bucanieri musulmani al soldo degli olandesi.

Perché il suo tesoro era importante. Lo sapeva anche Enrico III quando si trovò obbligato a presidiare l’isola dopo che esponenti della famiglia De Marisco attentarono alla sua vita rifugiandosi proprio su quel fazzoletto di terra.

Un fazzoletto di ottocento metri di larghezza e che in lunghezza corre per poco più di cinque chilometri. Un’isola che fino al 1968 era proprietà privata. Oggi gli occhi di tutti possono ammirarla non soltanto per una semplice gita giornaliera. Il Landmark Trust ha attivato infatti una ventina di edifici per alloggiare chi volesse rimanere di più.

E rimanere di più significa assaporare una favola infinita. Dalle nebbie potrete rivivere il naufragio della corazzata Royal Navy HMS Montagu con in sottofondo il rumore degli stivali dei Templari che qui nel 1160 regnavano per ordine diretto del Re Enrico II.

Il resto corre sul filo di una natura suggestiva. Uno spettacolo garantito dalle Pulcinelle di mare (un tempo specie a rischio, oggi in lento recupero), dai Pony selvatici e dalle bianchissime coste granitiche con pennellate di ardesia, argilla e torba.

Colori che toccano il cuore. Colori a portata di battello. Comodità e bellezza.

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LIBRI

Londra Babilonia

"Londra Babilonia" di Enrico Franceschini - Laterza, 2011

Il ragazzo che parlava col vento

"Il ragazzo che parlava col vento" di Pascal Khoo Thwe - Edizioni Piemme, 2008



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