Dopo una gita fra sentieri nel bosco nel Parco Nazionale della Sila, la Calabria mostra un altro volto della sua incredibile ricchezza. Neanche ci fosse dietro il disegno di qualche impressionista/creatore, ecco che lo scenario si apre dinnanzi alle acque blu del lago Cecita.
A partire dal 1920, in Sila furono creati laghi artificiali al fine di sfruttare l’energia idroelettrica dei fiumi che andavano ad alimentare le nuove realtà lacustri. Fra i più importanti, oltre all’Ariamacina, il Votturino, l’Alto Savuto, il lago Arvo, l’Ampollino e il Cecita per l’appunto.
Tutti situati a un’altitudine compresa fra i 1100 e 1500 m. di altezza sul livello del mare, il lago di Cecita venne stato creato nel 1951 con una diga alta 55 metri e lunga 1270. Situato fra Camigliatello Silano e Longobucco, a 1143 metri sul livello del mare, ha una capacità di 121 milioni di metri cubi d’acqua.
Merito di una simile abbondanza, i tanti fiumi che lo alimentano fra cui il Mucone, il Vaccarizzi e l’omonimo corso d’acqua. Inoltre, grazie a un condotto (la cui lunghezza supera il chilometro), sono alimentate le centrali elettriche di Acri e Bisognano, entrambi nel casentino.
Sulla sponda orientale de lago (perimetro complessivo 46 km ed è lungo 7.5 km), in località Cupone, è stato creato il “Centro visitatori” con museo naturale annesso. Da qui numerosi sentieri numerati consentono di partire alla scoperta del Parco Naturale della Sila, e della sua flora e fauna (cervi e daini).
Si agita la corrente. La brezza pettina l’acqua. Il sole vi splende sopra e lancia i suoi emissari luminosi a scaldare il “suolo” bagnato. Lì tutt’attorno, una ricca vegetazione, in particolare, faggi e larici. C’è perfino un piccolo melo. Vien voglia di arrampicarvisi sopra, e guardare di nascosto tutto il mondo umano che si avvicina.
C’è curiosità. La gente si avvicina. Mi dicono che da queste parti sia molto praticata la pesca. Soprattutto fra primavera ed estate. Appuro che il lago è ricco di trote (anche di dimensioni ragguardevoli), carpe e altri ciprinidi, e i lesti Coregoni di non facile cattura, e molto ricercati per la bontà della loro polpa.
Prima di andare via. Vedo di lontano una ragazza sul ciglio delle sponde del lago. Ha lo sguardo fisso. Come se un pensiero fisso l’avesse avvolta. Non si guarda mai indietro. Cerco di capire in quale direzione sia contesa. Chiudo gli occhi per una decina di secondi. Di nuovo a contatto con la luce, e lei è sparita.
Poco dopo, una piccola onda si muove delicatamente.





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