La brezza del fiume Tago la accarezza docilmente e si confonde con il profumo acre della salsedine marina. Tutto ciò che la circonda, persino l’aria, la rende unica, cosmopolita, vivace. E’ Lisbona, capitale del Portogallo. Capitale della saudade.
Una piccola parola che definisce una sensazione di nostalgia, ma una nostalgia che nasce nel lontano passato, mista alla speranza per il futuro e alla voglia di vivere il presente. Qui, la saudade è l’oceano, la frenesia, le tonalità della città, è l’odore del pesce e del vino tinto di qualche taverna nella più nascosta via. E’ il mal d’Africa trasferito in Europa.
Passeggiare lungo le sue strade, le ampie piazze adorne di edifici moderni, svettanti verso il cielo e di antichi monumenti, i piccoli viottoli in salita su cui si arrampicano gli elevador, i trenini rossi, è un’esperienza suggestiva. Ad ogni passo c’è una scoperta. E, persino quando lo sguardo, ammaliato dalla visione d’insieme, si distrae si possono notare le famose azulejos, le maioliche colorate di tradizione araba che sono un po’ ovunque.
A Lisbona, per apprezzarla, si deve proprio girovagare per le colline, di quartiere in quartiere, senza una meta precisa, ma lasciandosi trasportare dall’istinto e dalla curiosità. Dalla gente, soprattutto.
Nonostante sia una città portoghese, ha un po’ il sapore di alcuni luoghi d’Italia. Ad alcuni rammenta Genova, ad altri il meridione dove, non di rado, nei vicoli ombrosi le massaie stendono panni su panni lungo i balconi che sembrano vele colorate al vento.
Qui, le persone si fermano per strada, chiacchierano, si raccontano. Bevono, mangiano seduti al tavolino di un caffè aspettando la notte. E la notte arriva con la sua voglia di esserci. La notte non si dorme.
La città di veste di voci squillanti e vibranti di portoghesi e di turisti, di viaggiatori e di europei innamorati di questo luogo in cui, magari si sono trasferiti.
Lisbona è un misto di antiche culture che convivono nell’architettura e nella popolazione, così non stupisce che, tra una taverna locale e l’altra spunti un minuto ristorante capoverdiano.




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